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LA DOLCEZZA DELLA PRIMAVERA PREALPINA

sentiero

di felice magnani

La neve lascia lentamente le vette e i versanti, molti animali si risvegliano dal letargo invernale avvolti nell’ inebriante inquietudine del risveglio. Li vedi confusi, con lo sguardo sorpreso di chi avverte il richiamo di antiche abitudini. Un mondo riprende il suo posto, si anima di nuove emozioni, entra con prepotenza nel cuore caldo della natura. Nelle Prealpi lombarde i ciliegi sciolgono gli ultimi dubbi, lasciando in chi osserva il mite tepore di un brivido. Bianchi, esplosivi, guardiani di antiche civiltà pastorali, si flettono come anime vaganti sulla civiltà di fondovalle, dove il profumo di essenze sovrasta i veleni delle auto. La musica della primavera accende, accoglie, assorbe, trasporta l’animo verso liti tranquilli. E’ naturale lasciarsi abbracciare e  in quell’abbraccio cogliere il senso di un amore antico, ma sempre attuale. Nella primavera prealpina incontri il risveglio un po’ ovunque, un risveglio  ricco di senso e dolcezza. I merli volano rapidi, sussultanti tra siepi e cespugli, portando nel becco il materiale per la costruzione del nido. Il maschio fischia impettito, con quella fermezza amorosa e dominante, che non lascia dubbi sulla sua vocazione. Deciso, rapido, attento, severo, vola con fierezza, quasi con protervia, sicuro dell’impegno creativo che madre natura si attende da lui. La sensazione è che l’accordo con la sposa sia assoluto, ragionato, coordinato. In quegli esserini ipercinetici c’è l’energia del mondo, l’amore che irradia  e sprona a un’animazione irripetibile. Se i merli si affollano nelle siepi per definire il loro legame, si avverte nell’aria l’inquietudine amorosa di insetti. I passeri si sfidano in appassionanti coreografie e si contendono le fronde flessuose. Gli scoiattoli prealpini sbucano dal profondo e si aggrappano a rami  ancora spogli, alla ricerca del cibo.  Le ratere scivolano vigorose sull’asfalto alla ricerca di un bosco più accogliente e sicuro, mentre falchi e poiane volteggiano con occhio attento, alternando scenografie  a picchiate improvvise. La primavera prealpina è stagione dell’amore, stagione della vita. Nei giardini e sui versanti il verde si gonfia fino a scoppiare e puoi scorgere i colori delicati dei cornus, i fiori d’arancio, il percorso itinerante dei biancospini, il verde dei prati, i ciliegi selvatici, i fiori abbondanti delle magnolie, gli ultimi abbagli di forsizie, macchie di azalee e poi le prime rose con i loro inebrianti profumi. Colline e montagne danno un senso vero e profondo di umana naturalezza, di mondi perduti che improvvisamente tornano in vita, dimostrando quanto il passato viva nel presente, quanto sia davvero bello ripercorrere quel soffio di amore universale che riunisce la storia di un mondo, quello prealpino, fatto di valori e tradizioni rimasti intatti nel corso della sua storia.

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