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Varese nelle antiche stampe

L’eterno “cantiere” sulla montagnaCopertina del libro

 

Le antiche stampe “raccontano” l’avventurosa storia della costruzione del Sacro Monte, il progredire dei lavori, le modifiche, le aggiunte, i ripensamenti, i cambiamenti di programma che avvennero nel corso di tre secoli. Tutto questo è narrato per la prima volta in un’appassionante cronaca come accade, di solito, solo nei libri dedicati alle più celebri opere monumentali, come la “fabbrica” di San Pietro a Roma o il Duomo di Milano. Alla storia dell’evoluzione del progetto edificatorio della montagna sacra di Varese sono dedicate 165 delle 431 pagine del bellissimo volume “Varese nelle antiche stampe, XVII-XIX secolo”, edito dalla Giorgio Mondadori a cura dell’Università degli Studi dell’Insubria e dal Centro internazionale di ricerca delle Storie locali e delle Diversità culturali, con il coordinamento editoriale di Filadelfo Ferri e la supervisione scientifica di Claudia Storti.

LA CAPPELLA FALLADA
Scorrono pagina dopo pagina le prime raffigurazioni a stampa del complesso artistico e religioso realizzate dai “cronisti del bulino” Federico Agnelli, Giuseppe Petrarca e Giuseppe Zanoja. In certi casi le incisioni documentano l’evoluzione di edifici e opere d’arte oggi scomparsi: come il conventino che ospitava i frati cappuccini di guardia al “cantiere” delle Cappelle che fu via via trasformato in  alloggio dei pellegrini. Il libro è ricco di curiosità. Nell’introduzione ai capitoli, Patrizia Foglia ricorda i progetti delle fontane previste e mai realizzate lungo la salita al santuario e i cambiamenti avvenuti nell’impostazione della Via Sacra: come la Cappella Fallada, mai edificata e sostituita in posizione più favorevole da quella dell’Ascensione. O, ancora, le vigne che nella stampa di Agnelli del 1656 risalivano la montagna seguendo il percorso devozionale fino al borgo. A dimostrazione del fatto che la città ha un’antica familiarità con la vite e il vino.

VESCOVI E CARDINALI
Ottantadue schede curate da Sergio Trippini e decine di riproduzioni di vedute, iscrizioni, tavole, disegni, fascicoli, acquaforti, litografie, calcografie e xilografie raccontano l’emozionante storia del Sacro Monte attraverso le immagini devozionali, le stampe votive dedicate al santuario e ai suoi personaggi, il culto della Madonna, la vita in odore di santità delle beate Caterina e Giuliana. Nei testi, introdotti da un saggio di Silvia Regonelli, prende forma una vivace folla di editori, artisti, cardinali, arcivescovi, dignitari e visitatori illustri che hanno legato il proprio nome alla montagna di Varese. Ci sono tutti i protagonisti, da Carlo Francesco Nuvolone al Morazzone, da Alfonso Litta a frate Aguggiari, da Giuseppe Bernascone a Carlo Borromeo, da Ludovico Il Moro a Giuseppe Garibaldi e tanti altri.

ABITUDINI DEI PELLEGRINI
Capitolo dopo capitolo, si dipana l’affascinante segreto della nascita di un luogo che oggi è riconosciuto patrimonio mondiale dell’umanità e a svelarlo sono l’evoluzione stessa delle decorazioni, le opere dedicate all’altare del santuario (da Giovan Angelo del Maino a Giuseppe Rusnati), le incisioni e i disegni che ricostruiscono i pellegrinaggi e raccontano le abitudini del tempo, il modo di vestire dei fedeli carichi di cesti con i prodotti della terra e dei campi, le diverse classi sociali cui appartenevano, i mezzi di trasporto utilizzati, il cavallo, i carri, le portantine. All’ampia sezione dedicata al Sacro Monte seguono i capitoli dedicati alle stampe e alle incisioni del lago di Varese, al conte Vincenzo Dandolo, all’epopea risorgimentale, alla Varese liberty che impazziva per le corse dei cavalli e alle grandi esposizioni fieristiche. Un libro prezioso, da collezione.     

Sergio Redaelli

 

Varese nelle antiche stampe, XVII-XIX secolo, Editoriale Giorgio Mondadori, 431 pagine, 385 stampe, 178 schede, € 60.



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