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FRA I 115 PORPORATI CHE ELEGGERANNO IL NUOVO PAPA

Conclave, i cardinali lombardi nella Cappella Sistina

CITTA' DEL VATICANO - Dopo la rinuncia d Benedetto XVI, sono 115 i cardinali che martedì entreranno in conclave nella Cappella Sistina per eleggere il 266° successore di Pietro, due in meno di quelli che otto anni fa scelsero Ratzinger, al quarto scrutinio. Fra di loro 28 sono italiani, 32 provengono dal resto d’Europa, 14 dall’America settentrionale, 19 dall’America latina, 11 dall’Africa, 10 dall’Asia, 1 dall’Oceania. Ecco i cardinali lombardi.

GIANFRANCO RAVASI, MINISTRO DELLA CULTURA

Nato a Merate (Lecco) il 18 ottobre 1942, sacerdote dal 1966, biblista e apprezzato commentatore televisivo (letture della domenica su Canale 5), presiede il Pontificio Consiglio per la cultura. Dal 1989 è stato prefetto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana (da cui dipende il Museo Pogliaghi di S.Maria del Monte). Ha la delega della presidenza delle commissioni per i Beni culturali della Chiesa e per l’Archeologia sacra. Conosce il greco (incominciò a studiarlo dopo la quinta elementare, da solo, attirato «da quelle 64327 parole che compongono i quattro Vangeli in lingua orientale») e l’ebraico. Studioso della Sacra Scrittura, è noto per la preparazione teologica e manageriale. E’ stato scelto da Ratzinger come predicatore per gli esercizi spirituali durante la Quaresima, che qualcuno ha interpretato come un segnale per la successione. Al termine delle preghiere, Benedetto XVI gli disse: “Il Signore saprà, venerato fratello, ricompensarla per questo impegno”.

ANGELO SCOLA, L'ARCIVESCOVO DI MILANO

Nato a Malgrate (Lecco) il 7 novembre 1941, è stato discepolo di don Giussani, il fondatore di Comunione e Liberazione. Ordinato sacerdote nel 1970, ha conseguito il dottorato in Filosofia all’Università Cattolica di Milano e in teologia a Friburgo in Svizzera. Il 20 luglio 1991 viene nominato vescovo di Grosseto, dove esercita il suo ministero fino al 14 settembre 1995, quando il papa Wojtila gli affida l’incarico di magnifico Rettore della Pontificia Università Lateranense a Roma e quello di Preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli Studi su matrimonio e famiglia. Il 5 gennaio 2002 è nominato da Giovanni Paolo II Patriarca di Venezia. Dal gennaio di quest’anno è membro del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Come il cardinale canadese Ouellet – un altro dei papabili – si è formato sul piano teologico nel cenacolo di Communio, la rivista che ebbe Ratzinger tra i fondatori. Fin dai tempi in cui era Patriarca a Venezia, si è fatto conoscere a livello internazionale, soprattutto in Medio Oriente, per il lavoro della sua fondazione Oasis, luogo d’incontro culturale tra Cristianesimo e Islam. Da giugno del 2011 è arcivescovo di Milano. Ha una solida rete di contatti nella politica italiana ma il suo nome è legato soprattutto a quello di Roberto Formigoni.

DIONIGI TETTAMANZI, VICINO AI POVERI

Il cardinale Dionigi Tettamanzi nasce a Renate, in provincia di Milano, il 14 marzo 1934. Entra a undici anni nel seminario diocesano San Pietro di Seveso e completa gli studi a Venegono Inferiore. Il 28 giugno del 1957 è ordinato sacerdote dall'arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini. Nel 1959 consegue il dottorato in Sacra Teologia con una tesi su: «Il dovere dell'apostolato dei laici». Fa poi rientro in diocesi di Milano come professore di discipline teologiche ai chierici nei seminari di Masnago e di Seveso. E' stato arcivescovo di Milano dal 2002 al 2011 all'insegna della solidarietà concreta verso i poveri e le categorie più disagiate, simbolo di una Chiesa lontana dalla politica, vicina agli esclusi e a chi soffre. Ha un  tratto cordiale e umanissimo che lo avvicina al cuore di tutti i cattolici. Accomiatandosi dalla città dopo la nomina di Scola, andò a risiedere nella Villa Sacro Cuore di Triuggio e a 78 anni è stato «richiamato in servizio» per reggere la piccola diocesi di Vigevano. E’ noto il suo impegno sociale. Dal pulpito del duomo di Milano ha lanciato la notte di Natale del 2008 il Fondo Famiglia Lavoro per sostenere chi, a causa della crisi economica, scivolava verso la povertà. Il Fondo ha raccolto in tre anni 14 milioni di euro (230 mila euro solo nel decanato di Varese) e ha aiutato economicamente 6.969 famiglie in difficoltà, nel 65% dei casi extracomunitari anche di religione non cristiana cui la Chiesa cattolica tende la sua mano solidale.

ANGELO BAGNASCO, NUMERO UNO DEI VESCOVI

Nato a Pontevico in provincia di Brescia il 14 gennaio 1943, è arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Dal 2003 al 2006 è stato per tre anni cappellano militare, nel periodo della seconda guerra del Golfo e del conflitto in Afghanistan. Nello scontro che si è profilato con il segretario di Stato, Bertone, è riuscito più volte a ritagliarsi uno spazio di autonomia nei rapporti tra Chiesa e politica italiana. Come numero uno dei vescovi, ha riequilibrato con accenti sociali l’insistenza dell’era Ruini sui temi della bioetica. Potrebbe diventare un candidato di mediazione per chi punta su un papa italiano, nel caso in cui sfumi l’ipoteso Scola.

FRANCESCO COCCOPALMERIO, "NUOVO" CARDINALE

Nato il 6 marzo 1938 a San Giuliano Milanese, è stato nominato cardinale da Benedetto XVI nel concistoro del 18 febbraio 2012. Dopo essere entrato nel Seminario arcivescovile di Milano nel 1957, è stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1962. Ha conseguito la laurea in Diritto canonico nel 1968, quella in Giurisprudenza nel 1976 e la Licenza in Teologia nel 1990. È divenuto Prelato d’onore nel 1986. L’8 aprile 1993 è stato nominato vescovo ausiliare di Milano e nel 1995 Vicario episcopale di settore. Dal 1995 al 2006 è stato commissario pontificio della Compagnia di San Paolo. Nel 2007, dopo la rinunzia presentata dal cardinale Julián Herranz Casado per sopraggiunti limiti di età, papa Benedetto XVI lo ha nomina presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi e lo ha elevato alla dignità arcivescovile.

ATTILIO NICORA, LA PRIMA PORPORA VARESINA

Il cardinale Attilio Nicora è nato a Varese, arcidiocesi di Milano, il 16 marzo 1937. Presiede l'Autorità di Informazione Finanziaria, l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica ed è legato pontificio per le basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli in Assisi. Dopo gli studi liceali, ha conseguito la laurea di giurisprudenza all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. E' entrato nel Seminario Maggiore della diocesi ambrosiana, ordinato presbitero il 27 giugno 1964 e ha conseguito la licenza in Teologia a Milano. Eletto vescovo titolare di Fornos minore dal papa Paolo VI il 16 aprile 1977, con l'incarico di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Milano, è stato ordinato il 28 maggio dello stesso anno dal cardinale Colombo, che gli affidò la pastorale sociale e l'apostolato dei laici. Alla nomina ad arcivescovo del cardinale Carlo Maria Martini, monsignor Nicora è stato nominato Provicario Generale.

GIOVANNI BATTISTA RE, "MONSIGNOR EFFICIENZA"

Figlio di un falegname, è nato a Borno in Valcamonica, provincia di Brescia, il 30 gennaio 1934 e ha preso i voti nel 1957. Dopo i primi anni di sacerdozio nella diplomazia vaticana nelle nunziature a Panama e in Iran, nel 1971 fu chiamato in segreteria di Stato, nell’89 divenne sostituto per gli Affari generali, nel 2000 fu nominato a capo del dicastero che sceglie i vescovi in tutto il mondo, nonché presidente della Pontificia commissione per l’America Latina.  Nominato arcivescovo nel 1987, è cardinale dal 2001. Definito dal giornale Le Monde "monsignor Efficienza", fu tra i papabili dell’ultimo conclave.

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