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LAVAGNA, LEVAGGI, BELPIANO, ACERO, PASSO DELLA FORCELLA: IN BICI CON MATTEO PER SCOPRIRE LA BELLEZZA

acero

di felice magnani

Il mare della Liguria è una preziosità da vivere, ma il cuore batte nell’entroterra, dove a ogni battito corrisponde uno stupore. Con Matteo Ronchi sono partito alla scoperta del cuore. Chiavarese, attento conoscitore delle sue zone, innamorato della bici da corsa come me, ha fatto da apripista su percorsi che conoscevo solo di nome e che ho imparato ad approfondire e ad amare grazie a lui e alla bici, il mezzo che mi permette ancora oggi, a quasi settant’anni di età, di vivere il mio paese evitando di avvelenarlo con i gas di scarico e amandolo come deve essere amato, con rispetto e solidarietà. In una piuttosto grigia giornata di fine agosto siamo partiti da Lavagna in direzione di Acero, passando per Levaggi e Belpiano, piccoli centri aggrappati alla montagna, da cui si godono paesaggi incredibili, dove rimpiangi di non avere le ali per spiccare il volo. La salita è ripida, graffiante, lunga, ma seduce, si fa desiderare, dimostra che è con la fatica e la rinuncia che si raggiungono gli obiettivi. Matteo è un abile grimpeur, nonostante il suo fisico imponente e sulla salita lo vedi esprimere al massimo il suo carattere, tenace e determinato, proprio come quello della gente di montagna, di cui è un giovane erede. Lo seguo con fatica, cerco di strappargli un incoraggiamento per non perdere il filo. Incontriamo piccole frazioni dove il coraggio e l’amore per la propria terra fanno la differenza. Case, attività, animali, coltivazioni come quella della lavanda ti fanno capire più da vicino che il nostro è un paese straordinario, dove ogni metro di terra, anche quello più lontano, diventa luogo di conservazione e di promozione. Non è difficile incontrare l’amore, quello che varca i confini del materialismo. Lo vedi anche dalle piccole cose, dal coraggio di vivere e lavorare dove la forza del carattere fa la differenza e dove una voce, anche la più lontana, insegna che la felicità esiste. Levaggi è un balcone di lavanda sospeso nello spazio aereo degli Appennini, poche case dove si respira il fuoco del silenzio montano. Belpiano si compiace di panorami mozzafiato, di una fortissima capacità di ridare spazio e tempo al sogno. Ci fermiamo per riempire le borracce. Vediamo un nero altissimo intento a pulire un parco davvero speciale. E’ senegalese e si chiama Zidi, un tipo allegro, il suo sorriso ne è una conferma. Belpiano è un’area dove puoi incontrare elefanti, dinosauri e dove puoi fruire di un’attrezzistica, applicata alla compostezza regale di un parco che sorprende. In quanto ad Acero, le sue case e la sua chiesetta dominano le valli sottostanti e invitano a pensieri elevati. Nella bellezza del paesaggio non c’è immobilismo, renitenza. La vita solitaria si relazione con una natura che mostra la sua parte migliore, quella che sfugge a sguardi indiscreti, concedendosi a chi la sa capire e apprezzare. Dopo oltre due ore di salita appare la cappella votiva di uno dei passi più suggestivi della Liguria, quello che segna il passaggio nella provincia piacentina. Matteo ne approfitta per un video, poi ci fermiamo per immortalare la struggente bellezza del paesaggio sotto i nostri occhi. Concluse le operazioni di rito, ci lanciamo in una discesa mozzafiato, lunga trentacinque chilometri. E’ un incontro col vento fresco della montagna, con un sole che si stampa sul viso e con spazi di bellezza autentica, difficile ormai da trovare dove il rumore e il traffico condannano la natura a riti impossibili. Lavagna ci aspetta. Matteo si ferma a Chiavari, deve prepararsi per riprendere il lavoro. Io procedo dritto verso la città dei due papi. Mi giro solo un attimo per rivedere quei crinali meravigliosi che ci hanno regalato sguardi e pensieri che, forse, avevamo anche solo in parte, dimenticato.