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Terza Pagina

GUARDARE FUORI, GUARDARE DENTRO

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di felice magnani

Guardare? Ricordo che un mio professore distingueva tra guardare, vedere, osservare. Non lasciava nulla al caso, voleva a tutti i costi entrare nello spirito delle parole, nei loro significati, forse per arrivare alle origini di un cammino fatto anche di suoni inventati, creati, coniugati per dare significato al vivere insieme. Parlava di guardare come di una forma meno invasiva, un modo forse un po’ statico di porsi, di essere, di definire qualcosa o qualcuno, mentre accentuava la forma riabilitativa di vedere, come se si trattasse di una presa di coscienza più attenta. Si crogiolava nell’osservazione, lui che era un letterato e fine poeta. Amava osservare la natura, i comportamenti, le cause e gli effetti, si abbandonava spesso all’osservazione, al punto che la realtà diventava lo specchio di un’anima entusiasta della vita. Guardare, vedere, osservare, modi diversi per entrare in contatto e creare corrispondenze, in cui il cuore e la mente godono di passaggi privilegiati per riacquistare un attimo, un momento, un effetto luce, qualcuno o qualcosa lasciato in disparte per troppo tempo. La lingua ha una sua filosofia, un suo modo coerente di approdare alla realtà, anche a quella che non si vede, perché si nasconde spesso tra le pieghe di anime sedotte da forme particolari di bellezza. Vedere è essenziale, è il primo passo verso una vita fatta di forme e colori, di luoghi e paesaggi, di uomini e donne in cammino verso la verità. Guardare serve. Serve a fissare un’immagine, un ricordo, un momento magico o distruttivo, serve a capire che ogni attimo ha la sua storia, il suo profilo, la sua eternità. Ma osservare è stupendo, perché non lascia dubbi sulle meraviglie della creazione e sulla forza espansiva del suo creatore. Non c’è nulla che sfugga all’immagine visiva, nulla che si ritragga di fronte alla curiosità, c’è solo l’imbarazzo della scelta: scegliere è il punto nodale di una storia, è il senso vero e profondo che abbiamo deciso di dare alla nostra vita. Quante volte abbiamo visto, guardato e osservato, non sempre con gli stessi occhi, non sempre con lo stesso sguardo ma, forse, con la voglia anche soffusa di sottolineare con lo sguardo la delicata bellezza che ci ruota attorno.