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I SACRI MONTI

I Sacri Monti sorsero sui colli lombardi e piemontesi per riprodurre, a portata di mano dei fedeli, i luoghi santi della Palestina. La presenza turca rendeva infatti sconsigliabile, tra il XV e il XVIII secolo, intraprendere visite personali nei luoghi di culto originali. Nel 1400 nacquero così a Varallo Sesia (Vercelli) e a San Vivaldo di Montaione (Val d'Elsa, Firenze) i Sacri Monti dedicati alla "nuova Gerusalemme", mentre in Lombardia e in Piemonte fu San Carlo Borromeo, arcivescovo della diocesi di Milano, a dare impulso alla spiritualità cristiana cercando di arginare gli effetti della riforma protestante.

Su tali principi si fondano i Sacri Monti di Crea (Alessandria) dedicati alla vita di Gesù e della Madonna, di Orta (Novara) che sviluppa il tema della vita di San Francesco, di Varese il cui tema conduttore è il Rosario e di Arona (Novara), ispirato alla vita di San Carlo, di cui resta oggi solo la parte conclusiva, cioè la statua di bronzo del Santo alta ventitre metri, il famoso "San Carlone".

Mentre viene portato a termine il Sacro Monte di Varese, prendono avvio nel '600 i Sacri Monti di Oropa (Vercelli) dedicato alla vita della Vergine Nera, di Ossuccio (Como), di Domodossola e Ghiffa (Novara), di Graglia (Vercelli) e di Orselina (Canton Ticino). Fioriscono inoltre una serie di Vie Crucis, come a Valperga Canavese (Torino), sul cui percorso si costruiscono cappelle e stazioni proprio come nei Sacri Monti. A Brissago, nel Canton Ticino, semplici tabernacoli illustrano le scene sacre.

Oggi, i più conosciuti e meglio conservati Sacri Monti sono quelli di Varallo Sesia e di Varese. Non rappresentano del resto un fenomeno solo italiano. Esistono "itinerari" analoghi a Braga in Portogallo, a Granada in Spagna e persino in Brasile (Minas Gerais), mentre strutture affini si trovano in Francia, Austria, Germania e Polonia.

I Sacri Monti di Piemonte e Lombardia riconosciuti Patrimonio Mondiale dall'UNESCO.