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Sacro Monte Unesco di Varese - Percorsi culturali e di fede

STORIA DEL GRAND HOTEL CAMPO DEI FIORI: DA RISTORO CIOTTI AD HOTEL DI LUSSO

Si parla in questi giorni dell'acquisizione del Grand Hotel Campo dei Fiori, da parte di una cordata di imprenditori varesini e milanesi. Ma come è nato questo monumento liberty? Sulle rovine di cosa? E per volere di chi? 

foto 1 rist. Ciotti campo dei fiori

Lo sviluppo sul  massiccio del Campo dei Fiori ebbe inizio più di cento anni fa, grazie ad un varesino, il signor Ciotti, che iniziò ad esplorare le alture in cerca di selvaggina fresca. Scoprendo una volta arrivato in vetta il panorama che si poteva ammirare, decise allora di percorrerla in lungo e in largo e sul finire del 1800 ci fece un rifugio onde poter permettere ai turisti di rifocillarsi.

foto 2 albergo paradiso campo dei fiori

Nel suo girovagare lungo la montagna, il signor Ciotti scoprì poi un giorno l'esistenza di due grotte, di cui una profonda oltre 250 metri, che si sviluppavano nella superficie sottostante al Monte Tre Croci; decise allora di creare un piccolo museo all'interno del suo Ristorante Paradiso in cui mise alcuni reperti ritrovati in una sua esplorazione nelle cavità (ad oggi - è da ricordare - le cavità trovate allora dal signor Ciotti sono oggetto di studio e una di queste è visibile proprio nei pressi del dismesso Grand Hotel Campo dei Fiori).

foto 6 hotel campo dei fiori e paradiso 1

Agli inizi del 1900, quando il Campo dei Fiori iniziò il suo sviluppo divenendo una delle mete più ambite dai varesini dell'epoca, sul monte Tre Croci venne fatta sistemare una grande croce di marmo lavorata da Ludovico Pogliaghi, la quale sostituiva alcune croci di legno (il monte Tre Croci deve il suo nome proprio per la presenza ancor oggi di tre grandi croci, presenti per ricordare il tragitto percorso da Gesù lungo il suo calvario).

foto 5 strada campo dei fiori grand hotel e paradiso

Nel 1905, dopo che la rete tranviaria di Varese fu sviluppata lungo numerosi chilometri, si iniziò a progettare la realizzazione della funicolare per il Sacro Monte ed è in quel periodo che qualche illustre mente locale pensò bene di realizzare un albergo sulla vetta del monte Tre Croci. Trascorsi due anni, nel 1907 venne fondata la "Società dei Grandi Alberghi Varesini", che acquistò dal Ciotti alcuni appezzamenti di terra sul Campo dei Fiori proprio per realizzarci un albergo da 30 camere (che poi divenne il ristorante della funicolare) e un grosso hotel di lusso con 200 camere. Qualche anno dopo inziarono i lavori e nel frattempo nel 1911 venne aperta all'esercizio lafunicolare del Campo dei Fiori con il primo albergo, che come detto divenne poi ristorante (è da ricordare che il ristorante inizialmente era previsto all'interno della stazione di monte della funicolare, ma si decise di spostarlo a causa del rumore causato dai macchinari). La costruzione della funicolare fu completamente finanziata dalla società degli alberghi e la gestione dell'impianto fu poi affidata alla S.V.I.T. (Società Varesina per le Imprese Elettriche), che gestiva tutta la rete tranviaria di Varese e le funicolari del Sacro Monte e del Kursaal. IlGrand Hotel Campo dei Fiori venne aperto nel 1912 e questa immensa costruzione, così come la stazione della funicolare e il ristorante, sono realizzati secondo i dettami dello stile liberty che in quel tempo era in voga soprattutto a Varese. All'interno del Grand Hotel venivano ospitate personalità del tempo importanti (marchesi, principi, ecc.) e la ricca borghesia; alcune testimonianze ricordano poi che all'interno delristorante Belvedere, una volta finito di pranzare venivano allestite delle danze che si prolungavano sino a sera.

foto 4 hotel campo dei fiori

Il periodo roseo durò sino alla Seconda Guerra Mondiale, dove il Campo dei Fiori conobbe uno sviluppo ad oggi impensabile; iniziarono poi a cambiare le mode: i milanesi e i turisti più affezionati al nostro territorio preferirono il mare e il turismo varesino ne risentì molto. Ecco quindi il perchè della chiusura di tutte le tranvie e funicolari (che qualche anno dopo vennero rimpiante!), oltre alla dismissione del Grand Hotel Campo dei Fiori.

foto 8 campo dei fiori hotel scala liberty1

 

Nonostante la mancata manutenzione però, i tre edifici restano ancor oggi una bellissima testimonianza dello stile liberty a Varese. Fortunatamente annualmente il monte Tre Croci vive la manifestazione alpina dedicata proprio al Campo dei Fiori: nella settimana di Ferragosto infatti, il Gruppo Alpini di Varese organizza uno stand gastronomico proprio ai piedi del Grand Hotel.

foto 7 campo dei fiori grand hotel camera in degrado

Per la stesura di questo articolo, sono state utilizzate alcune informazioni reperite dal sito varesefunicolari.org e dalle seguenti pubblicazioni: Funicolari a Varese, autrice Alba Bernard, 1991.

foto 11 campo fiori scale

TRATTO DA WIKIPEDIA...

Il Grand Hotel Campo dei Fiori di Varese è un albergo situato sul monte Tre Croci, nella zona a nord del territorio comunale di Varese. Progettato nel 1908 da Giuseppe Sommaruga, fu molto attivo nella prima metà del Novecento e rappresenta, per struttura e arredi, un notevole esempio di liberty italiano. Chiuso nel 1968, versa al 2016 in stato di semi-abbandono.

Nel primo decennio del XX secolo il Varesotto era divenuto una popolare meta di villeggiatura estiva. Una delle località preferite dai turisti era il monte Campo dei Fiori, che offriva la quiete e il fascino della natura selvaggia montana a poca distanza dal centro città di Varese. Vari privati pertanto decisero di costruire, sul versante sud della montagna, varie ville, perlopiù nello stile architettonico allora maggiormente in voga, il liberty.

Complice il contestuale sviluppo della rete dei trasporti (funicolare e tramvie), nel 1907 alcuni imprenditori, interessati ad investire nel turismo a Varese e al Campo dei Fiori, decisero di costituire la Società Anonima dei Grandi Alberghi Varesini ed incaricarono l'architetto Giuseppe Sommaruga, uno dei maggiori esponenti del liberty italiano, di progettare degli edifici a scopo ricettivo, alcuni dei quali da costruirsi nella zona del monte Tre Croci. Nella fattispecie, fu commissionato un albergo da 30 camere (che diventerà poi il ristorante Belvedere), le stazioni della funicolare e un altro hotel da 200 camere (il Grand Hotel), molto lussuoso.

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Il cantiere ebbe inizio nel 1910 e terminò nel 1912, mentre il ristorante e la funicolare (che fu data in gestione alla Società Varesina per Imprese Elettriche) entrarono in funzione qualche tempo prima.

Per la costruzione del complesso furono impiegate ingegnose soluzioni costruttive ed impiantistiche, comprese mine e cariche di dinamite per scavare la roccia, e l'intervento complessivo modificò profondamente il paesaggio della zona, giacché attorno agli edifici fu costruito un vasto giardino. Dopo la sua apertura, per circa mezzo secolo il complesso fu meta di un grande flusso di turismo d'élite, interrotto solo dalle due guerre mondiali. Nel 1947 un incendio devastò l'ultimo piano, che fu riparato frettolosamente con una struttura prefabbricata. Nel 1958, con la chiusura della funicolare, ebbe inizio il declino del flusso turistico e, verso il 1968, albergo e ristorante chiusero i battenti.

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Nei vent'anni successivi l'albergo, complice il totale disinteresse dei proprietari e la negligenza dei custodi, fu via via spogliato di molti pezzi d'arredo d'epoca (alcuni di enorme valore), di cui si salvò solo una parte. Presumibilmente attorno agli anni '80 (ma mancano fonti certe al riguardo) la mansarda prefabbricata impiantata nel 1947 fu sostituita da una più robusta copertura in muratura rivestita con guaine bituminose e fogli di rame (o materiale simile), al 2016 tuttora presente.

Facciata Grand Hotel Varese

Negli anni ottanta del XX secolo, la famiglia Castiglioni (imprenditori varesini già proprietari della Cagiva e della Pallacanestro Varese) acquistò lo stabile dando adito ad ipotesi sulla sua riapertura. Ma la realtà fu ben diversa: con il nascere delle emittenti radiotelevisive private era sorta una forte richiesta di località in altitudine per impiantare ripetitori e relative antenne; pertanto l'albergo fu sfruttato proprio come "basamento" per i tralicci radio. Per qualche anno lo stabile fu esso stesso sede di un'emittente radio locale (Radio Campo dei Fiori - FM 96.2 MHz). La situazione attuale è pressoché invariata, con l'edificio che in pratica funge esclusivamente da supporto per antenne (molte delle quali dismesse e rugginose). D'altro canto, le antenne rendono necessaria la presenza di un custode nello stabile ed un minimo di manutenzione al tetto, preservando l'edificio dall'abbandono e dalla rovina più completa, nonché da vandalismi ed ulteriori furti.

Dettaglio capitello Hotel Campo dei Fiori Varese

Nonostante il degrado, l'area dell'albergo ha conservato un notevole fascino ed è ancora meta di curiosi, appassionati, studenti d'arte ed escursionisti, che usufruiscono dei sentieri circostanti per salire all'albergo e al monte retrostante. Inoltre ogni anno, nella settimana di Ferragosto, la festa degli Alpini, che si svolge dinnanzi allo stabile, è un evento di attrazione per decine di migliaia persone.

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Il fronte posteriore dell'albergo, visto dal Sacro Monte di Varese. Si notano le varie antenne per telecomunicazioni che popolano il tetto e, seminascosto dagli alberi, il portico centrale.

L'albergo è facilmente raggiungibile in autobus ed in auto, che però devono fermarsi al cancello d'ingresso, poiché la zona è comunque proprietà privata ed è pedonalizzata. Una volta entrati, superate le ex scuderie - autorimesse, di scarso valore architettonico, dopo un breve rettilineo si giunge direttamente ai piedi dello stabile.

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L'edificio dell'albergo planimetricamente si divide in tre settori: un corpo centrale proteso verso la valle di Varese e due ali laterali asimmetriche e sfalsate, che formano una V aperta verso nord.

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Come detto precedentemente, l'aspetto attuale dell'edificio è notevolmente segnato dall'intervento di riparazione all'incendio che distrusse l'ultimo piano: la differenza fra la mansarda con tetto in lamiera e le pareti sottostanti è notevolmente visibile. Sulla facciata spiccano tre lampioni di ferro battuto, l'insegna ancora leggibile e i quattro monumentali comignoli centrali, giusto sopra le tre porte d'ingresso. Un fregio color bordò abbraccia tutto l'edificio all'altezza del primo piano.

Il fronte posteriore è la parte meglio conservata dell'edificio. Si presenta più alto della facciata nord, giacché il terreno circostante si trova su un piano maggiormente ribassato.

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Su questo fronte si riconosce il seminterrato, segnato da dei muri realizzati in nuda pietra calcarea e da grandi finestroni circolari con inferriate, che ospita i locali riservati al personale (cucine, lavanderie, dormitori...). Al centro della facciata posteriore si trova un maestoso portico in pietra, proteso verso la valle di Varese, che sorregge il salone delle feste e sotto il quale si trova l'entrata secondaria dello stabile. Secondo il progetto originale, questa struttura sarebbe dovuta essere la stazione d'arrivo della funicolare, ma l'idea fu poi abbandonata a causa dell'eccessiva rumorosità dei motori. Notevoli le decorazioni scolpite nella pietra e nel cemento, le elaborate ringhiere in ferro battuto e i doccioni a forma di drago, opera di Alessandro Mazzucotelli e, per ultima, l'imponente volta di laterizi, dettagli che conferiscono al portico un aspetto "gotico" e misterioso.

1024px Salone Grand Hotel Campo dei Fiori Varese 1

Superato il portico, sull'ala est del palazzo si intravede, al primo piano, il salone del ristorante, costruito parzialmente in una veranda a sbalzo che si distacca dall'edificio.

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