Menu
A+ A A-

SGUARDI

di felice magnani

Sguardi penetranti, avidi di amorose dolcezze,

sguardi biechi e invadenti  come una zanzara d’estate.

Sguardi contemplativi, rivolti a paesaggi lontani.

Sguardi languidi, persi nel desiderio del nulla,

sguardi intensi, che pescano nelle profondità dell’amore.

Sguardi senza speranza, conficcati in pietre ruvide.

Sguardi che parlano di rancori e invidie,

di liti mai sopite, di umanità disperse,

di amori svuotati

e di memorie abbandonate.

Sguardi che parlano, suonano, intonano nenie e canzoni

con la gentile dolcezza dei vecchi.

Sguardi allampanati di giovani affogati nelle brume nebbiose della droga e dell’alcol,

sguardi di gente che non sa più dove andare,

che getta sull’asfalto umido della sera gli ultimo sogni rimasti,

rivendicando una vita di note e profumi, di aromi ed essenze,

di gioie mai provate, di amori mai nati.

Sguardi freddi, impassibili, immobili, incapaci di amare,

di regalare un sorriso,

un battito,

una luce.

Sguardi amorevoli di gente che guarda al futuro

cercando nella storia presente il segno di una possibile vittoria.

Sguardi innamorati di giovani donne inebriate dal vento,

di bimbi felici di urlare agli anni la loro sfida

lasciando che il tempo si nutra della loro energia,

della loro allegria,

del loro essere, a sorreggere le notti cupe del mondo.

Sguardi sognanti di uomini e donne che cercano nell’amore

il tempo di una storia,

una rivincita sulle incertezze,

sugli altalenanti concerti d’autunno.

Sguardi pieni, carichi di meraviglie,

capaci di andare oltre le inibizioni terrene di un mondo

che amplifica e riduce,

lasciando nell’anima un sapore di terreni incolti,

di amori proibiti, di pascoli erbosi abbandonati al loro destino.

E’ negli sguardi che l’uomo si riconosce,

è negli sguardi che rilancia la sua fede,

ritempra i suoi abbandoni,

restituendo al cuore anche solo l’idea di un mondo migliore.