Menu
A+ A A-

CHI AMA E' TENERO, AFFETTUOSO

Avere gesti di attenzione per l'altro e dimostrazioni di affetto: con questo amore si superano anche le peggiori barriere (n.140) La famiglia umana e le singole famiglie - “piccole chiese do- mestiche” – sono chiamate a compiere ogni sforzo per costruire una convivenza serena, nella quale “la fraternità è legge” (come ha inse- gnato don Zeno ai Nomadelfi). Quand'è così, il Padre celeste gioisce di ogni nostra azione, pensiero e gesto che crea comunione fra le persone, perché diven- tano un riflesso dello stesso suo Amore. Mai come oggi sentiamo tutti l'esigenza di rafforzare i legami di solidarietà e di reciproco aiuto in famiglia e tra le famiglie, perché insieme si superano meglio le difficoltà che a volte sembrano insormontabili. Nessuno è così malmesso da non poter donare qualcosa di suo ad altri, fosse anche solo una parola buona per consolare, un po' di tempo per fare un favore, un sorriso per incoraggiare... “ Donare un sorriso rende felice il cuore. Arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona. Non dura che un istante, ma il suo ricordo rimane a lungo. Nessuno è così ricco da poterne fare a meno, né è così povero da non poterlo donare. Il sorriso crea gioia in famiglia, dà sostegno nel lavoro ed è segno tangibile di amicizia. Un sorriso dona sollievo a chi è stanco, rinnova il coraggio nelle prove e nella tristezza è medicina. E se poi incontri chi non te lo offre... sii generoso e offrigli il tuo: nessuno ha tanto bisogno di un sorriso come colui che non sa darlo ...”. (P.Faber) Guardiamoci intorno con occhi nuovi e facciamo in modo che i nostri gesti siano delle dimostrazioni di affetto che rendono presente Dio in mezzo a noi e diffondono la sua carità. Dice il Papa: “ E' importante superare la fragilità che ci porta ad avere timore dell'altro come se fosse un 'concorrente' e fondare la propria sicurezza in scelte profonde, convinzioni e valori, e non sul vincere una discussione o sul fatto che ci venga data ragione ”. Alleniamoci a donare quegli sguardi e quei sorrisi che costano tanto poco e pongono la premessa perché una persona passi da nemico a ospite, da concorrente a complice, da amico a fratello in quel Figlio dell'Uomo che è venuto sulla terra per rega- larci... un sorriso. Alla fine di tutte queste considerazioni sui modi di amare, mi pare di poter sintetizzare le riflessioni di quest'anno con due verbi: il segreto per una vita felice – nella gioia dell'amore – sta in due parole piccole e impegnative: fidarsi e affidarsi. Fidarsi di Dio e affidare la nostra vita nelle sue mani è compiere la nostra missione: essere testimoni del suo amore nella chiesa e nel mondo di oggi!