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L'omelia dell'arcivescovo a S. Vittore

VARESE - “Anche a Varese l’azione eucaristica esca da questo tempio oggi tanto frequentato ed entri nelle nostre famiglie, nelle relazioni tra sposo e sposa, nell’educazione dei nostri figli, si manifesti nella magnanimità di accogliere chi viene da noi”.

Lo ha detto il cardinale Angelo Scola nell’omelia pronunciata ieri pomeriggio nella basilica di San Vittore gremita di fedeli per la prima visita del nuovo arcivescovo a Varese: “Mi affido al vostro abbraccio che sento fraterno – ha aggiunto - Varese è una terra di grande tradizione cristiana dove è entrata, come in tutte le società, la necessità di una visione plurale”. Parole che suonano come un prolungamento ideale dei temi del disagio sociale, dell’immigrazione e delle nuove povertà cari al cardinale Dionigi Tettamanzi, che lo ha preceduto nella cattedra arcivescovile milanese.

Dopo l’uscita dei giorni scorsi a Lecco, la prima visita nella zona pastorale II, quella di Varese, è stata una giornata molto intensa. Si è aperta alla mattina con l’incontro al seminario di Venegono Inferiore, è proseguita con i Vespri al Collegio De Filippi, poi la messa alle 18 in San Vittore e si è chiusa in serata al Palazzetto con i membri dei consigli pastorali. La prossima settimana gli incontri proseguiranno con le altre zone pastorali lombarde.

“Vedo una chiesa che si prolunga anche fuori dalla basilica”, ha detto l'alto prelato, con evidente soddisfazione, uscendo alle 19.20 dopo la funzione religiosa che era stata introdotta dal vicario episcopale, monsignor Luigi Stucchi. Lo ha accolto un lungo applauso. Il cardinale è rimasto felicemente impressionato: “Mi lascio consolare dalla folta presenza, così numerosa, al vespro serale, in una giornata lavorativa”.

Ad accoglierlo sul sagrato di San Vittore una folla di decine di persone, mamme con i figlioletti, anziani, giovani, bambini: il cardinale si è lasciato avvicinare, ha scambiato due parole. Un maxischermo posto a sinistra dell'ingresso della cattedrale, decorata a festa, ha consentito ai fedeli di seguire la messa anche all’esterno.