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25 anni fa moriva Renato Guttuso

VELATE - Venticinque anni fa, il 18 gennaio 1987, Renato Guttuso moriva nella sua casa romana e, a distanza di un quarto di secolo, Varese s'interroga su come ha ricambiato l'affetto che l'artista siciliano nutriva per la nostra città: un amore che il maestro di Bagheria testimoniò con i frequenti soggiorni nella villa ai piedi del Sacro Monte dove, a partire dal 1953, dipinse capolavori come "Vucciria" e, soprattutto, con l'acrilico "La Fuga in Egitto" che nel 1983 impreziosì la Via Sacra. Un'opera realizzata su commissione dell'arciprete di S.Maria del Monte monsignor Pasquale Macchi, già segretario di Paolo VI e futuro arcivescovo di Loreto, che destò un appassionato dibattito e pose Varese, per una volta, al centro della vita culturale internazionale.

In quello stesso anno fu conferita a Guttuso la cittadinanza onoraria e, di recente, Varese gli ha intitolato un viale all'interno del parco che sale da piazza della Motta ai musei civici di Villa Mirabello. Proprio a Villa Mirabello si tenne nel 1984 una mostra delle opere del caposcuola del realismo italiano che annoverava capolavori ispirati ai soggiorni varesini come "Volo di colombe a Velate" (1956/57), "Tetti di Velate" (1958), "Tramonto a Velate" (1960), "Torre di Velate e il Sacro Monte" (1962), "Veduta del lago e del Monte Rosa" (1963), "Autunno a Velate" (1965), "Passeggiata in giardino a Velate" (1983).

Da allora poco altro: un vicolo fu intitolato al pittore nei pressi della sua abitazione e, nel ventesimo anniversario della morte (2007), fu apposta una targa che dice: "Da questo amato ritiro, d'aperti orizzonti al suo sguardo Renato Guttuso traeva, dell'arte sua l'accesa ispirazione".

 

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