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RISPETTARE LE LEGGI DELLO STATO E’ UN DOVERE

di felice magnani

Forse conviene ricominciare daccapo, rimettere in moto il rispetto, riqualificare tutto quello che in questi anni abbiamo dissolto in nome di un’assurda presunzione di successo. Conviene riprendere in mano i racconti popolari, le narrazioni dei nonni, quello straordinario senso civico apparso dopo le aberranti montate dell’ultima guerra, conviene rimettere le mani in quel meraviglioso solaio della memoria, troppo spesso abbandonato alla polvere e ai tarli. Nell’ondata di qualunquismo e di negativismo che attanaglia i cuori, c’è una parte che si può ancora salvaguardare e che può essere riproposta come lenitivo taumaturgico a quel terribile senso di vuoto che tracima da ogni parte. C’è un grande bisogno di rispetto, lo si vede ovunque, nelle famiglie, negli oratori, nella politica, nelle vie, nelle strade, negli esercizi pubblici, nello sport, nella vita di relazione. Non è poi così complicato capire in quale situazione ci troviamo, il problema vero è che si tende sempre a dare più importanza alle cose grandi, all’idea dei complotti, a come fare per annientare chi ci è antipatico, chi non la pensa come noi, chi è più bravo di noi, siamo finiti in una rete che apparentemente consolida positivamente tutto il sistema relazionale, ma in realtà lo destabilizza, impedendo alla società di continuare a essere quella per cui è nata e cioè una straordinaria convergenza di potenzialità che, unite, danno il senso della forza e della bellezza della natura umana, quando sa raccogliere il meglio di sé, lasciando spazio alla voce del cuore. Oggi tutti parlano di narrazioni, come di invenzioni paralinguistiche, molti si riempiono la bocca ostentando piccoli e grandi miracoli, quando invece i miracoli, quelli veri, non hanno amplificazione, vivono nell’ombra e la loro voce è silente, capace di essere senza avere, di educare senza pretendere, di insegnare senza insultare. Forse ci rendiamo conto strada facendo che sono pochissimi coloro che sanno apprezzare il progresso, che lo sanno collocare, depositare, fruire, capire, gestire, somministrare. Le invenzioni della tecnica non sono giocattoli, non sono armi, sono espressione di un’intelligenza e di una volontà al servizio dell’uomo. Tutto ciò che non serve, che non aiuta, che non favorisce il benessere della gente è disagio, repressione,violenza, assurdità venduta per verità. Spesso si ha di più, ma non si è capaci di amministrare ciò che si è ricevuto, ci si comporta con disprezzo nei confronti di quel genere umano che ansima spesso alla ricerca di una dimensione ordinata di vita umana, che non sa nella maggior parte dei casi dove orientare il tempo e lo spazio dell’esistenza. Oggi si parla moltissimo di tecnologie e di robot, di telematica e di strategie, ma si parla pochissimo di fratellanza, di unione, di rispetto, di collaborazione, di comunione, ci si dimentica che l’educazione è una costruzione complessa, che richiede tempo, pazienza, decisione e fermezza. Forse ci si dimentica che il mondo ha un estremo bisogno di essere aiutato, motivato, indirizzato, ha bisogno soprattutto di buoni esempi e di umanità, di armonia e di convinzione, ha bisogno di capire che non esiste amore senza rinuncia, tolleranza senza rispetto e che l’osservanza delle leggi è fondamentale nell’esercizio quotidiano di quel sistema che i nostri vecchi ci hanno regalato sotto il nome di democrazia. Rispettare le leggi di uno Stato è un dovere che compete a tutti coloro che ne entrano a far parte, ma perché ciò avvenga è necessario che il padrone di casa sappia dimostrare concretamente tutto ciò che esige dall’altro, sappia essere un esempio e di esempi, oggigiorno, ne girano veramente pochissimi, basta accendere la televisione per capire in che razza di buco nero siamo piombati. Urla, insulti, violenze verbali d’ogni genere, antagonismi, invidie, rancori, demagogie, odi, la scena offre un panorama incredibile, ma la cosa terribile è che tutto ciò genera timore, panico, paura, depressione, incertezza, alimenta in modo esorbitante la psicologia di gente provata da una serie infinità di infermità e di vuoti e che cerca qualcosa attorno a sé che la possa aiutare a sentirsi meno sola, a superare le incongruenze di una vita che è diventata sempre più difficile da interpretare e da vivere. Manca forse la volontà di mettere ordine, di fare chiarezza, di dare risposte concrete ed esaurienti, si lascia tutto alla occasionalità, a varie forme di ambiguità, non esiste quasi più un pensiero corrente ancorato al mondo in cui abbiamo avuto la fortuna di poter esprimere la nostra esistenza. Il cittadino è sempre più solo e l’inadeguatezza aumenta vertiginosamente, mettendolo spesso nella condizione di non poter aspirare a quello per cui ha impegnato la propria vita. Si salvano i benpensanti, i fortunati, gli arrampicatori sociali, i predatori e tutti coloro che avendo perso ogni ritegno e prudenza, si sentono liberi di fare tutto quello che vogliono in barba alle leggi, alle regole e ai valori che governano la nostra quotidianità. Si ha spesso la sensazione che non ci sia più nulla o quasi che abbia la forza di opporsi, è come se improvvisamente ciascuno abbia intrapreso la propria strada, dimenticandosi volutamente di quella dell’altro, è come se il mondo si sia frantumato, sbriciolato e che non si preoccupi più della sua natura istituzionale. Molto dipende dal fatto che coloro i quali hanno l’obbligo rappresentativo non siano all’altezza di una situazione che si profila sempre più complicata. Il cittadino nutre ormai la convinzione che se la deve cavare da solo, perché tanto dall’altra parte non c’è nessuno che possa aiutare a dare un senso al suo essere sociale, tende a isolarsi per salvare quel poco che gli è rimasto, perché ha paura che una richiesta di aiuto venga scambiata per presunzione prevaricante. Tornare al rispetto è un percorso difficile, ma va fatto e va fatto con estrema determinazione, per dimostrare a chi continua a fare il proprio dovere, che gode della giusta protezione da parte di chi si è proposto per governare con giustizia e legalità la vita umana. 

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