Menu
A+ A A-

PIU’ ATTENZIONE E CONTROLLO SULLE STRADE

di felice magnani

Chi frequenta solitamente le strade comunali, provinciali e statali, per lavoro, per sport o per turismo, sa benissimo quanto sia diventato pericoloso percorrerle e quanto sia carente l’attenzione al riguardo. Capita sempre più spesso di incontrare macchine che tagliano la strada, automobilisti che viaggiano con una mano sul volante e con l’altra con il telefonino all’orecchio, automobilisti che viaggiano ben oltre i cinquanta chilometri orari nei centri urbani, ciclisti che passano con il rosso, camionisti che  sfilano pedoni e ciclisti con autoarticolati che si muovono come serpenti oltre i limiti di velocità consentiti, il tutto avviene sistematicamente sulle nostre strade, dov’ è assolutamente carente un servizio d’ordine adeguato e dove l’educazione stradale generale è sempre più carente. Non solo, ma chi più sbaglia è chi più se la prende con quei poveretti che di solito subiscono l’oltraggio dei prepotenti. Chi viaggia sistematicamente sulle nostre strade lo fa con una grande dose di paura. Forse converrebbe alzare lo sguardo e spingerlo verso quelle nazioni del nord europeo, la cui civiltà è avanzatissima su tutti i fronti, sia su quello delle responsabilità individuali, del senso civico, delle pubbliche responsabilità, del livello educativo del singolo e della collettività. In molte nazioni d’Europa, tra ciclista, automobilista, camionista e pubbliche istituzioni esiste un solido patto di alleanza, così come tra coscienza individuale e coscienza collettiva, tra livello educativo individuale e livello educativo pubblico, tra individuo e società. Ciascuno è responsabile dei propri compiti e li mette in pratica nell’interesse di tutti. Nelle aree del nord Europa l’educazione ha un grossissimo spessore che salda le varie parti del tessuto sociale, viene messa in pratica da tutti, perché è diffusa la consapevolezza che il bene comune sia davvero la carta vincente di una nazione che vuole dimostrare di essere all’altezza della situazione, capace quindi di garantire e legittimare l’aspirazione alla sicurezza della propria gente. In Italia la visione è meno collettiva e più individuale, meno vincolata alle regole e più interpretata e personalizzata. Per l’italiano la regola è un impedimento, una sorta di muro eretto per limitare la libertà, per impedire che si possa agire d’istinto, che si possa dare il via libera ai propri diritti, sbandierati spesso senza il sostegno paritario dei doveri. Il nostro sistema viario risente di una visione priva di oggettività e di attendibilità, è spesso inadeguato, mal programmato, messo in campo in tutta fretta per una scadenza elettorale alle porte, o per dimostrare l’efficienza di una parte politica, ma i risultati risentono di un’incapacità atavica di mettersi insieme e di imparare a vivere e a condividere il senso di una rinascita umana e civile, fondata sulla necessità di migliorare realmente la condizione esistenziale. Rimettere l’uomo al centro, formarlo, ascoltarlo e considerarlo, capirne i problemi, offrendogli la possibilità di vivere una vita più adeguata, sono elementi necessari per favorirne la rinascita, per rimettere in moto il valore di una coscienza lasciata per troppo tempo in balìa di situazione di comodo. L’educazione stradale è fondamentale, riflette la natura delle persone, è il banco di prova della loro formazione, di ciò che hanno appreso nel corso degli anni, è il risultato di come famiglia, scuola e società civile abbiano interagito e interagiscano durante il loro cammino formativo. Il vero carattere delle persone lo scopri guidando, quando la tua libertà personale è soggetta al rispetto di regole precise, quando sei solo con la tua volontà e la tua onestà, quando quello che hai appreso deve essere messo in pratica, quando il confronto diretto con gli altri assume un’importanza vitale. Sulla strada il cittadino misura la sua onestà, la sua coerenza, la sua lealtà, dimostra concretamente di quale natura sia portatore, se crede realmente nella storia del diritto e in quella del dovere. Sulla strada l’educazione si afferma o scompare, la natura dell’essere umano viene messa alla prova. Si tratta di un confronto serrato con se stessi e con quel sistema di cui siamo operatori ed esecutori. Certo sarebbe straordinario se non ci fosse bisogno di una presenza visiva, di qualcuno che ci tocchi la spalla quando esageriamo, quando trasformiamo l’auto, la moto o la bici in un’arma con cui aggredire, frodare, alterare, violare. Sarebbe troppo bello se evitassimo le multe e mettessimo in atto una coscienza vera del rispetto e dell’educazione. Purtroppo la libertà individuale è, in molti casi, un modo per falsificare la realtà e sono ancora troppi coloro che usano il prossimo come un nemico da abbattere. Il cammino della rinascita educativa è ancora molto lungo, ma proprio per questo ha un estremo bisogno di educatori che lo sappiano insegnare. Non bastano le regole scritte, la pattuglia ferma poco dopo il semaforo, occorre che ciascuno faccia un esame di coscienza e si comporti di conseguenza, ricordandosi sempre che la vita è una sola e che merita di essere vissuta e difesa con tutta l’accortezza possibile.

logo regione

varese4u logo

Plan what to see in Varese with an itinerary including Sacro Monte Unesco di Varese