Menu
A+ A A-

EDUCAZIONE CIVICA, UNA PILLOLA DI FELICITA’

di felice magnani

Rivalutare l’educazione civica, insegnarla, inserirla come materia di studio, applicarla concretamente sul territorio di appartenenza, in modo sistemico, con criterio, potrebbe essere di grande aiuto a una società che perde di vista la forza e la saggezza del sistema istituzionale in cui è inserita. Oggi si fanno tante cose e forse in certi casi persino troppe, ma spesso vengono fatte in modo occasionale, saltuario, solo quando succede qualcosa di particolare, quando ci sono delle scadenze o delle ricorrenze o quando arriva la data di una manifestazione o quando vengono sollecitate. L’educazione non ha scadenze, ricorrenze o manifestazioni particolari, è un processo continuativo nel tempo, è la carta d’identità di un paese o di una comunità, il lasciapassare per dimostrare il livello di maturità raggiunto, è dinamica, non si ferma davanti a niente e a nessuno, anche perché il suo percorso è fatto di valutazioni, di certificazioni, di analisi e di sintesi, di confronti e di approfondimenti. La scienza educativa non si ferma mai, perché la società di cui è rappresentanza e simbolo ha una sua evoluzione costante. Uno dei grandi limiti della nostra cultura è nella sua stagnazione, nel suo essere sempre convinta di essere al top, di avere sempre le spalle coperte, di poter essere sempre duttile e pronta, mentre in realtà viene spesso presa in contropiede, proprio quando pensa di essere al sicuro dalle sorprese. Lo constatiamo molto spesso e in tutti i campi della vita, non c’è peggior errore di ritenersi al sicuro, di essere certi di aver già approntato tutto quello che c’era da approntare. Dai piccoli fatti ai grandi ci troviamo di fronte a una sequenza continua di inadempienze, di confusioni, di errori madornali, di incongruenze, di conflitti nati proprio dall’incapacità di saper studiare e valutare la realtà per quella che è, nella sua temporalità, nel suo essere figlia di un tempo decisamente frenetico e imprevedibile, che muta continuamente. Si nota spesso che manca una coerenza educativa nelle decisioni importanti, quelle in cui gli esseri umani dovrebbero avere una indiscussa centralità. Manca soprattutto una concretezza esecutiva, a parole si capovolge il mondo, ma nella realtà non si è preparati a orientare quel mondo disorientato e dismesso che ci troviamo di fronte e che ci guarda per capire che cosa debba fare per essere reintegrato a pieno titolo nella dimensione umana della vita. Educare i giovani alla gestione della cosa pubblica, creare momenti di apprendimento pratico, favorire la meritocrazia, premiare chi si distingue, rimettere in moto quel sanno meccanismo di competitività solidale che costringe le persone a tirar fuori il meglio di sé sono elementi che fanno riflettere, che costringono gli esseri umani a prendere coscienza di chi siano e di cosa sia quella realtà nella quale sono chiamati a sviluppare il loro sistema relazionale. Ma bisogna che il dialogo educativo non si fermi, continui la sua opera, fornendo tutti quegli elementi che sono necessari per evitare la stagnazione, per superare i muri, per rimettere in moto quella fiducia di cui il paese ha bisogno per vivere con meno apprensione gli errori di chi lo conduce pensando che la verità stia solo da una parte. L’educazione insegna che la verità è una scoperta quotidiana e che la si costruisce con il contributo di tutti.

logo regione

varese4u logo

Plan what to see in Varese with an itinerary including Sacro Monte Unesco di Varese