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UN’EUROPA DA COSTRUIRE E DA RICOSTRUIRE

di felice magnani

E’ un momento difficile, uno di quelli in cui la storia si mette in discussione, a volte in modo caotico, nevrotico, insofferente, con l’inquietudine di chi non ha ancora ricevuto risposte adeguate, sapendo che la chiave di lettura sta nella capacità di essere sinceri fino in fondo, riconoscendo dubbi, manchevolezze, sbagli, errori, voglia di costruire, di creare e di fare nell’interesse generale. Che l’Europa non sia ancora al top lo sanno tutti, anche coloro che ascoltano e osservano in modo distaccato la realtà. Il vecchio continente è alla ricerca di un’unità che fatica ad arrivare, è in una fase delicatissima, dove si richiede onestà, fermezza, buona volontà, capacità di saper superare errori e rancori, presunzioni e dominanze, è arrivato forse il tempo di mettere da parte la furbizia, i linguaggi esagerati, gli insulti, gli interessi personali, i muri, le chiusure, tutte quelle diversità che in natura esistono ed è arrivato forse il momento di far prevalere quell’energia creativa di cui l’Europa è palese dispensatrice nel mondo. Certo non è facile recitare pubblicamente il mea culpa, riconoscersi un po’ colpevoli delle cose che non vanno, fare un esame di coscienza senza il timore di dover ammettere che riconoscere i propri errori non sia una debolezza, ma la maturità di chi, pensando e riflettendo, ha capito quale sia la strada migliore da percorrere per essere uniti e solidali, capaci di diventare sostenitori di una civiltà che sappia interagire positivamente con altre civiltà, in un concorso di mutua comprensione, di rispetto delle reciproche libertà. E’ in questi casi che la politica e i politici dimostrano la loro forza e la loro misura, è costruendo con spirito di collaborazione, che la comunità internazionale ritrova la forza di uscire dalla povertà e dalla miseria, per affrontare con serenità e unità d’intenti il cammino di redenzione che l’attende. L’Europa è chiamata a una grande lezione di unità, di capacità di saper smussare e di limare, di ridefinire con lealtà e coerenza quei principi e quei valori sui quali ha voluto fondare la sua carta costituzionale, superando quelle ombre che le hanno sempre impedito di essere se stessa. L’impegno maggiore è quello di rifondare una coscienza più ampia, dove ogni stato vale per quello che sa donare e offrire, per la qualità dell’impegno con cui assolve i problemi interni e quelli esterni, per la capacità di affrontare uniti le sfide del futuro. I tempi sono difficili, è complicatissimo riuscire a capire quali siano gli obiettivi, quali siano i diritti e quali i doveri, come il vecchio continente si ponga nei confronti di un mondo in costante mutamento e che cosa significhi sentirsi liberi in un quadro generale in cui la libertà nazionale è sempre più costretta e sottoposta a volontà soprannazionali.

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