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La grande forza del rispetto

di felice magnani

Rispettare se stessi significa prendere coscienza della propria identità, capire chi siamo, qual è il nostro ruolo nella comunità, cosa possiamo fare per migliorare il nostro patrimonio umano, sociale e culturale e quello della comunità nella quale siamo inseriti. Il rispetto di sé passa attraverso l’autocontrollo e cioè la capacità di saper gestire positivamente il nostro linguaggio, il nostro livello di partecipazione e il nostro livello relazionale. Rispettare se stessi significa essere consapevoli che il nostro corpo e la nostra mente abbiano delle finalità precise che vanno nella direzione di un rafforzamento della qualità della nostra vita e della comunità. Rispettare gli altri è la parte più bella e complessa del nostro percorso educativo. E’ quella che si rapporta alla gente, al costume, al vivere insieme, allo scoprire nell’altro una parte di noi, quella che a volte riesce difficile da accettare, perché ci induce a ragionare, a mediare, a dare un senso e una misura alla nostra libertà. Rispettare gli altri significa essere coscienti che la forza e la ricchezza di un paese stanno nella diversità, nella complementarietà, nella consapevolezza che abbiamo bisogno degli altri sul piano materiale, umano, culturale. Senza il prossimo la nostra vita sarebbe più arida, priva di quello slancio vitale che la rende positivamente competitiva. L’altro è la persona che ci aiuta a costruire quella parte di Comunità che da soli non saremmo in grado di costruire. Per sviluppare una forte tensione relazionale bisogna rafforzare la socializzazione, creando occasioni d’incontro, di dialogo, di lettura, di studio, di gioco, di sport, di lavoro. In molte circostanze ci sono attività che richiedono un rapporto interattivo, di aiuto reciproco. E’ importante portare i giovani a scoprire la bellezza dell’altro, la sua disponibilità, la sua cultura, il suo entusiasmo, la sua esuberanza, i suoi sentimenti e i suoi pensieri. Ogni persona è un piccolo mondo, una straordinaria risorsa. Rispettare gli altri è importante perché sono una parte fondamentale della nostra esistenza, quella che interagisce con la nostra e ci aiuta a comprendere quanto sia straordinario il mistero della vita. Rispettare l’ambiente è una grande forma di civiltà. L’ambiente è il luogo dove viviamo la nostra vita, è la casa più grande, quella che ospita le nostre camminate, le nostre chiacchiere, i nostri discorsi, le nostre manifestazioni, la natura, la gente. Una buona parte del nostro tempo lo trascorriamo nell’ambiente. Perché dobbiamo rispettarlo? Semplicemente perché è come il salotto di casa nostra, quello che teniamo pulito e ordinato per ospitare gli amici, i parenti, i conoscenti, perché vogliamo che si conservi con cura e per questo lo trattiamo con amore. Pulizia, ordine, igiene, cura sono valori di straordinaria importanza, quelli che ci consentono di fare bella figura, di dimostrare il nostro amore al paese nel quale viviamo. La catechesi dell’ambiente è la miglior catechesi possibile, quella cioè che ci fa amare Chi ha creato e voluto le bellezze che danno luce e vigore ai luoghi dove trascorriamo il periodo della nostra esistenza terrena. Cosa si può fare per creare una cultura dell’ambiente? Le modalità possono essere tante. Certamente il ruolo delle agenzie formative, come la famiglia, la scuola, l’oratorio, le associazioni, l’amministrazione comunale possono essere determinanti ai fini di una crescita educativa attorno a questo tema. Ci sono poi parecchie iniziative che si possono adottare, per incrementare la forza persuasiva. Le attività all’aria aperta, come le camminate alla scoperta della natura, dell’arte, del patrimonio monumentale, tutto può diventare occasione di attenzione e di conoscenza del nostro patrimonio, momento di crescita formativa della persona. Il rispetto dei luoghi sacri è fondamentale. Far capire il senso della sacralità non è impresa facile in una società che si è sempre di più secolarizzata e che guarda al mondo terreno come luogo di appropriazione e di consumo. Per sacralità s’intende un luogo riservato al culto, ad attività connesse alla fede religiosa, quindi alla preghiera, all’insegnamento della dottrina, alla relazione con se stessi e con gli altri, dove l’uomo vive il suo rapporto con Dio e con i fratelli che, proprio per questo, necessita di silenzio, cura e attenzione. Il luogo sacro deve godere di un grande rispetto da parte della popolazione e, soprattutto, deve essere vissuto con modalità adeguate. L’azione educativa deve essere correlata a iniziative, proposte, dibattiti, confronti e soprattutto a un’ intensa attività di formazione e informazione. Non dobbiamo dimenticare che i luoghi sacri sono quelli dove la forza della cultura si ravviva, si attiva e si completa, sono quelli nei quali emerge la parte più riservata della natura umana, quella che si tende al pensiero cristiano della vita. In questa sostanziale spinta educativa si conferma la forza dell’informazione come formazione delle coscienze sul problema religioso che è prima di tutto umano. L’informazione assume un’ importanza fondamentale nel passaggio della comunicazione, contribuisce a rafforzare il livello cognitivo, a renderlo sempre più cosciente di tutto ciò che succede attorno a lui e dentro di lui, a sviluppare il suo senso critico, a comprendere il valore e l’importanza dei luoghi e le loro finalità. I valori religiosi sono spesso valori umani, quindi sono patrimonio della Comunità. Nell’ edificazione dei luoghi sacri l’uomo ha versato la propria arte, la propria cultura, la propria energia creativa per esaltare anche l’immagine divina della storia. I luoghi sacri devono essere fatti amare e devono essere vissuti con l’educazione dovuta. A questa opera educativa tutti devono concorrere, in primo luogo coloro che di questi luoghi sono i custodi.