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PARLIAMO DI GIOVANI

 
di felice magnani
Credo che mai come in questo momento il mondo debba guardare negli occhi i giovani per misurarsi, per vedere e capire se quello che ha fatto e che sta facendo va nella direzione di una civiltà in cui l'armonia tra le generazioni sia il collante, la capacità di cambiare il mondo insieme, unendo le forze, i caratteri, i bisogni e le necessità. Il Sinodo di Roma, fortemente voluto da papa Francesco e dalla Chiesa cattolica, è atteso su questo fronte, un fronte non nuovo, ma sempre di grande attualità. Nel momento in cui una forte crisi di identità si appropria delle principali agenzie educative, si leva con forza la voce della Chiesa, una voce che richiama se stessa e la comunità nazionale e internazionale a riprendere il tema dell'educazione e quello della formazione, attraverso un ampio e approfondito processo di ricerca, di approfondimento e di revisione che consenta di stabilire i legami di un umanesimo della vita e della felicità terrena, passando attraverso il confronto, la comunione, l'autocritica, la capacità di comprendere e di capire da che parte stiano la forza e il coraggio di ritrovare e ricomporre un'armonia generazionale che si è andata affievolendo fino a scomparire del tutto in questi anni di consumismo, di egoismi e di individualismi estremi. Il mondo dei giovani è sotto la lente d'ingrandimento, è di nuovo al centro dell'attenzione della Chiesa cattolica e della sua sensibilità ai problemi di carattere educativo che da sempre sollecitano e stimolano il desiderio di cambiamento delle società. Riportare i giovani al centro, aiutarli a ritrovare una strada, stimolare la cultura della vita in tutte le sue relazioni, dimostrare che è ancora possibile riconsegnare all'umanità che attende la sua parte di verità, può essere l'inizio di un percorso che coinvolge tutti. Leducazione non è mai un fatto isolato, non dipende da qualcuno soltanto, ma l'impegno di qualcuno può determinare una risurrezione di valori e di idee, di passioni e di entusiasmi, di voglia di fare e di intraprendere, insomma tutto diventa risposta per chi, come i giovani, aspettano con ansia che la società si accorga di loro e li metta nella condizione di offrire un contributo solidale alla realtà in cui vivono, studiano e operano. In questi anni di dimenticanza e di isolamento, di destrutturazioni di agenzie e di valori, di illusioni e di falsi idoli presentati come soluzioni, i giovani hanno vissuto e vivono momenti di assoluta precarietà sociale, morale, religiosa e culturale. In molte circostanze la solitudine esistenziale li spinge ad assurde forme di solidarietà, ad abbracciare soluzioni e situazioni che si rivelano precarie e inconsistenti, ma nella maggior parte dei casi la colpa non è loro, ma di chi ha abusato della loro pazienza e delle loro attese, pensando più al benessere individuale che alla felicità di chi la stava cercando. Una Chiesa cattolica in ascolto dunque per capire, per studiare, per meditare e rilanciare, per rimettere in moto il meccanismo della coesione e dell'amore che investe tutti, soprattutto chi ha il compito di guidare, educare, servire, amare. Una Chiesa cattolica che apre le porte di un mondo giovanile che si vuole confrontare, agire da protagonista della sua storia, capace di collaborare a una presa di coscienza più ampia e profonda di quei diritti e di quei doveri che stanno alla base di una comunità seria, cosciente e davvero democratica. Certo la famiglia occupa un posto rilevante perché tutto comincia lì, dove l'amore genera e si trasforma fino a diventare espressione di volontà, di impegno, di generosità, di collaborazione, di sensibilità morale e sociale e dove tutto si scompone e si ricompone, per riattivare ogni volta i destini del mondo. Una famiglia che ha il compito di generare e di accompagnare, di non lasciare mai solo nessuno, di trovare sempre una soluzione, una parola, un gesto per riannodare, ricucire, rimettere in moto. Partire dalla famiglia significa riconsegnare alleducazione il suo primato, la sua voglia di essere mediatrice umana e culturale di qualcosa che riguarda da vicino il come, come sia possibile amare per essere migliori, per dimostrare che nulla può mettere in discussione la volontà quando è sorretta da principi e valori sani, capaci di cambiare e di trasformare i mali del mondo. E in questa ottica che il Sinodo lavora, è su questa strada che i giovani si riprendono almeno una parte di quella speranza che hanno visto spesso barattata con l'egoismo umano.