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RICREIAMO LA BELLEZZA

di felice magnani

Vogliamo che i giovani imparino ad amare la bellezza?, dobbiamo proporgliela e accompagnarli, dobbiamo cercare di insegnarla, di farla apprezzare e possibilmente amare. Quando li vediamo disfatti con la bottiglia della birra in mano, obnubilati dal fumo e dalla voglia di trasgredire, è arrivato forse il momento di fare una riflessione e di cercare di capire se non esista una via migliore per farli crescere, per fare in modo che si rendano conto di quello che stanno facendo, è forse il caso di spiegare loro che cosa sia la vita, che cosa significhi essere figli, avere un padre e una madre, che cosa significhi rispettare le leggi, le regole, spiegare loro che cosa sia la democrazia e perché sia giusto che venga applicata nel miglior modo possibile. E’ anche giusto spiegare che il divertimento non è un atto delinquenziale, ma un modo utile per ritemprare il corpo e la mente e che ci sono modi molto più utili per dimostrare a se stessi che si può vivere senza per forza dover morire. Mentre si perde un sacco di tempo per domandarci chi sia il politico più intelligente e quello più cretino, forse varrebbe la pena riflettere di più su se stessi, su quello che facciamo, su come lo facciamo, sul perché lo facciamo, cercando risposte che aiutino a stare meglio, a incontrare quel benessere che ci sta molto a cuore e che ci permette di vivere più a lungo e meglio. Nella società del consumismo sfrenato la tendenza è quella di divorare tutto subito, di non tralasciare niente, di provarle tutte, di non lesinarsi nulla, di non preoccuparsi troppo della nostra vita e di quella degli altri, lasciando che sia il destino a decidere chi debba vivere e chi debba morire. Abbiamo assistito in questi giorni appena trascorsi a fatti che dovrebbero farci riflettere, capire quanto sia importante crescere con la voglia di cambiare, di fare in modo che il male abbia i giorni contati e che una gioventù nuova, motivata, entusiasta, passionale e accesa possa mutare i destini del mondo, in meglio. Certo bisogna cominciare con il fare cose che aiutino, che diano un senso, che sviluppino la capacità di fare, inventare, immaginare, sognare, bisogna insegnare la bellezza partendo dalle piccole cose, quelle che ci ruotano attorno dalla mattina alla sera, senza che ce ne accorgiamo. Tra le tante cose belle da fare c’è l’insegnamento, accompagnare i giovani a scoprire fuori e dentro di sé tutto quel bene che spesso rimane preda della noia e dell’ignoranza. Riattivarsi, riproporsi, riagganciarsi, rimotivarsi, ritrovare un senso, rimettere in moto tutto quello che abbiamo sotterrato, come l’amore quello vero ad esempio, quello che non si consuma con un atto sessuale, ma che diventa il faro di una vita, il modo di porsi nei confronti di se stessi e del mondo. Si tratta dell’amore per la vita umana, quella che inaspettatamente è arrivata cogliendoci di sorpresa, tra parole d’affetto, esclamazioni, espressioni, quella che ci sentiamo cucita addosso e che ci sollecita a fare con senno e buon senso, cercando di evitare di cadere in basso, non lasciando libero sfogo agl’istinti e a quelle negatività che ci impediscono di vedere chiaro dentro di noi e fuori di noi. Riattivare la bellezza significa in primo luogo frenare l’ingordigia, ritrovare una linea di condotta, rimettere al centro ciò che veramente conta e per cui vale la pena di vivere. Oggi il mondo s’interroga su che cosa sia realmente la bellezza, se sia proprietà di una élite o se non sia la possibilità di vivere con il cuore aperto, con la voglia di fare e di fare bene, rimettendo al centro di tutto il rispetto, l’educazione, la voglia di raccontare ai nostri figli che anche noi, nel nostro piccolo, siamo espressione di una realtà che tende al ben essere, alla voglia di vivere con intensità il dono della vita. La bellezza non è solo l’aspetto fisico di un uomo o di una donna o di un paesaggio o di un monumento, ma è anche e soprattutto ciò di cui madre natura ci ha dotato, come l’intelligenza ad esempio, un patrimonio che dovrebbe essere di tutti e che se ben coltivato potrebbe veramente farci star bene, consentendoci di ritrovare quella serenità di cui c’è un immenso bisogno.

RICREIAMO LA BELLEZZA

di felice magnani

Vogliamo che i giovani imparino ad amare la bellezza?, dobbiamo proporgliela e accompagnarli, dobbiamo cercare di insegnarla, di farla apprezzare e possibilmente amare. Quando li vediamo disfatti con la bottiglia della birra in mano, obnubilati dal fumo e dalla voglia di trasgredire, è arrivato forse il momento di fare una riflessione e di cercare di capire se non esista una via migliore per farli crescere, per fare in modo che si rendano conto di quello che stanno facendo, è forse il caso di spiegare loro che cosa sia la vita, che cosa significhi essere figli, avere un padre e una madre, che cosa significhi rispettare le leggi, le regole, spiegare loro che cosa sia la democrazia e perché sia giusto che venga applicata nel miglior modo possibile. E’ anche giusto spiegare che il divertimento non è un atto delinquenziale, ma un modo utile per ritemprare il corpo e la mente e che ci sono modi molto più utili per dimostrare a se stessi che si può vivere senza per forza dover morire. Mentre si perde un sacco di tempo per domandarci chi sia il politico più intelligente e quello più cretino, forse varrebbe la pena riflettere di più su se stessi, su quello che facciamo, su come lo facciamo, sul perché lo facciamo, cercando risposte che aiutino a stare meglio, a incontrare quel benessere che ci sta molto a cuore e che ci permette di vivere più a lungo e meglio. Nella società del consumismo sfrenato la tendenza è quella di divorare tutto subito, di non tralasciare niente, di provarle tutte, di non lesinarsi nulla, di non preoccuparsi troppo della nostra vita e di quella degli altri, lasciando che sia il destino a decidere chi debba vivere e chi debba morire. Abbiamo assistito in questi giorni appena trascorsi a fatti che dovrebbero farci riflettere, capire quanto sia importante crescere con la voglia di cambiare, di fare in modo che il male abbia i giorni contati e che una gioventù nuova, motivata, entusiasta, passionale e accesa possa mutare i destini del mondo, in meglio. Certo bisogna cominciare con il fare cose che aiutino, che diano un senso, che sviluppino la capacità di fare, inventare, immaginare, sognare, bisogna insegnare la bellezza partendo dalle piccole cose, quelle che ci ruotano attorno dalla mattina alla sera, senza che ce ne accorgiamo. Tra le tante cose belle da fare c’è l’insegnamento, accompagnare i giovani a scoprire fuori e dentro di sé tutto quel bene che spesso rimane preda della noia e dell’ignoranza. Riattivarsi, riproporsi, riagganciarsi, rimotivarsi, ritrovare un senso, rimettere in moto tutto quello che abbiamo sotterrato, come l’amore quello vero ad esempio, quello che non si consuma con un atto sessuale, ma che diventa il faro di una vita, il modo di porsi nei confronti di se stessi e del mondo. Si tratta dell’amore per la vita umana, quella che inaspettatamente è arrivata cogliendoci di sorpresa, tra parole d’affetto, esclamazioni, espressioni, quella che ci sentiamo cucita addosso e che ci sollecita a fare con senno e buon senso, cercando di evitare di cadere in basso, non lasciando libero sfogo agl’istinti e a quelle negatività che ci impediscono di vedere chiaro dentro di noi e fuori di noi. Riattivare la bellezza significa in primo luogo frenare l’ingordigia, ritrovare una linea di condotta, rimettere al centro ciò che veramente conta e per cui vale la pena di vivere. Oggi il mondo s’interroga su che cosa sia realmente la bellezza, se sia proprietà di una élite o se non sia la possibilità di vivere con il cuore aperto, con la voglia di fare e di fare bene, rimettendo al centro di tutto il rispetto, l’educazione, la voglia di raccontare ai nostri figli che anche noi, nel nostro piccolo, siamo espressione di una realtà che tende al ben essere, alla voglia di vivere con intensità il dono della vita. La bellezza non è solo l’aspetto fisico di un uomo o di una donna o di un paesaggio o di un monumento, ma è anche e soprattutto ciò di cui madre natura ci ha dotato, come l’intelligenza ad esempio, un patrimonio che dovrebbe essere di tutti e che se ben coltivato potrebbe veramente farci star bene, consentendoci di ritrovare quella serenità di cui c’è un immenso bisogno.