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LE REGOLE SONO ANCORA IMPORTANTI?

di felice magnani

Un sistema organizzato richiede responsabilità comuni, che si possono realizzare soltanto se alla base esiste una forte e decisa convergenza di condivisioni. Le regole sono estremamente necessarie, così come chi ha il compito istituzionale di farle rispettare. Rispettare le regole è condizione essenziale per formare una comunità matura, seria e responsabile, capace di dare un senso logico alla propria azione. In questi ultimi anni è nata una spaccatura tra pensiero e azione, tra res cogitans e res extensa, tra essere e divenire, insomma sono saltati i principi chiave di una sana e democratica convivenza civile all’interno delle comunità. La legge ha perso la sua naturale vocazione ad essere garante delle dispute umane, della naturale tendenza delle creature a ritagliarsi fette di egoismo privato, perché è stata furbescamente svuotata della sua essenza legale e democratica. Ha trovato dei difensori capaci di addomesticarla al punto di renderla inoffensiva, incapace di svolgere il suo ruolo formativo, educativo e integrativo. Allo stato attuale dei fatti non esiste più una legge scritta che non sia soggetta al grande potere di svuotamento morale da parte dell’uomo. Tutto è opinabile, discutibile, mutabile. Il principio che governa l’autorità oggi è quello che non esiste nulla di assoluto e che tutto sia passibile di riconversione. Credo che allo stato attuale dei fatti i principi veri della democrazia siano saltati, per fare posto ad una volontà individuale, capace di annullare sempre e comunque ogni forma di legalità riconosciuta. Il clima d’incertezza non favorisce certo la crescita umana e democratica della società civile. Il rischio è che, alla fine, prevalga l’idea di ricorrere alla forza per ripristinare l’ordine, cioè di creare la basi per la nascita di un sistema totalitario, capace di metter d’accordo tutti.

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