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LA BELLEZZA DELLA MUSICA

di felice magnani

Svegliarsi una mattina ascoltando le musiche di StrauB o le Quattro stagioni di Vivaldi o le melodie di Verdi o quelle di Rossini è come entrare in un mondo che rinvigorisce, riscalda, ripulisce l’animo dalle incrostazioni, restituisce serenità, pacatezza, gioia di vivere, permettendo all’animo di godere e di apprezzare quell’umanissima bellezza che abbiamo dentro e che incontriamo fuori di noi quando la cerchiamo con l’animo sgombro, con la fede sincera di chi vuole trovare una via diversa da quella con cui ci scontriamo nella vita di tutti i giorni. La musica ha un grande significato cosmico, esoterico, ha una profondità che giunge da lontano, dove il suono e l’armonia rappresentano il segreto di un universo che non finisce di stupire, che ci invita a non essere dozzinali e indifferenti e che è sempre pronto a diventare luogo e scenario di nuove rappresentazioni. Ci sono diversi tipi di musica. C’è quella naturale che sale da una visione, da un contatto o da un idillio che giunge inaspettato e solenne a rimettere ordine tra emozioni cancellate o sottovalutate o abbandonate all’intolleranza di una ragione umana troppo invadente e sicura di sé. E’ la musica della natura, di straordinario interesse artistico e umanistico, in cui si riassume l’identità di un pianeta uscito dalle mani sapienti di uno straordinario Artista che non ama contraffare, ingannare, distogliere, ma che pone il tutto e le sue parti in una perfetta armonia, perché nulla esca fuori dall’unità di uno spirito che gode della Sua stessa raffinatezza espressiva. Ascoltare la musica classica è abbandonare l’animo al proprio destino, un destino che si distende e si protende tra dimensioni e vibrazioni che s’incontrano e s’incrociano creando l’equilibrio dell’armonia, lasciando gli animi nella delicata e soffusa tenerezza di un incontro. C’è nella melodia musicale l’arte estrema della decantazione divina, il senso di un qualcosa che si muove e penetra gli angoli più profondi della natura umana, ma di cui riesce spesso difficile definirne la complessità e la dolcezza, l’originalità e la finalità. Nell’ascolto musicale il cuore interrompe le sue infrazioni, la mente torna a essere luogo di espansione, di sospesa bellezza. Nella musica c’è la forza culturale e morale di una condizione umana che scopre la taumaturgica disposizione di un’armonia, l’arte sottile di saperla individuare e proteggere, disporre e compattare, lasciandola libera di esprimere la sua complessità, la sua variabilità umorale e caratteriale, la sua sottile confluenza di percezioni e vibrazioni che predispongono l’animo a un ascolto più vero e profondo. Nella melodia classica si coniuga l’energia spirituale di un popolo, di una nazione, la sua capacità di farsi promotrice e indicatrice di nuoce combinazioni e di nuove confluenze, in cui prendono forma le affinità elettive delle persone. La musica è un grandissimo strumento educativo del cuore e dell’animo umano, sa muovere le emozioni profonde, quelle che nella quotidianità si perdono in varie forme di totalitarismi, sa risvegliare un ordine, una visione, un modo di essere, una sicurezza che si lega alla convinzione che l’educazione sia la fonte primaria di ogni cambiamento epocale. Valorizzare la musica, farla ascoltare nelle scuole e nei luoghi adatti, far conoscere il grande pensiero musicale nazionale ed europeo attraverso i suoi massimi rappresentanti significa proporre all’umanità un’ampia sorgente di valori e di riferimenti a cui collegare il proprio desiderio di rinascita e di rinnovamento. E’ con la musica che si rigenera e si riannoda una consapevolezza, quella di essere al centro di un grande profilo umanitario in cui la cultura svolge il ruolo primario. Attraverso la musica, la pittura, la scultura, la letteratura e la poesia è forse possibile ricreare le basi di una convivenza che parta dalle parti profonde, quelle che sono delegate da madre natura alla scoperta della bellezza della natura umana e delle sue fonti.