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UN PEZZO DI STORIA ITALIANA...

di felice magnani

Ogni anno il paese si ferma per ascoltare le sue canzoni, per lasciarsi andare alla bellezza del canto e della musica, è come se all’improvviso si ricordasse di amare follemente quella sensazione e quel brivido che corrono sulla pelle quando, comodo sul divano, accoglie l’energia dolce, stuzzicante e a tratti travolgente di un brivido che, per un attimo, cambia la vita, riconsegnandoci la possibilità di sognare. Il Festival di Sanremo ci accompagna da moltissimi anni e ogni volta è stupore, umore, emozione, attesa che tinge di emozioni immediate legate a una voce, a una melodia, a un ritmo, alla magia di una musica che arriva e si fa strada nell’animo umano, al punto che vorresti riascoltarla cento, mille volte, perché il profumo della canzone dà vigore e dolcezza alla vita, la rende meno arida, meno materiale, più attenta al mondo delle emozioni e a quello della bellezza. Con il Festival e i suoi protagonisti siamo cresciuti, abbiamo canticchiato ritornelli diventati popolari, ci siamo lasciati andare a piccoli e grandi sogni, abbiamo capito che il mondo ha sempre due facce, quella dura e impietosa del dramma e quella stimolante della commedia, dove si conservano e si esprimono i lati buoni e un po’ fantasiosi della natura umana. Cos’è una canzone? Forse una nuvola di colori e di melodie buttate in mezzo al mare dell’inquietudine, parole e pensieri inclusi nel mondo magico della melodia e del suono. Ogni canzone è un lampo di luce che attraversa e illumina l’universo umano invitandolo a scomporsi, liberando la sua propensione all’immedesimazione, al desiderio di volare sulle ali di un brivido, di un’emozione in cui si configurano modi di essere, di vivere e di pensare. La canzone ha un verve liberatoria, è come se con la sua energia liberasse l’animo dalle sovrastrutture di una società spesso inespressiva. Con le canzoni abbiamo amato, abbiamo confidato in un mondo meno materiale, più interiore, più legato agli affetti, ai sentimenti, a quelle vibrazioni umane che hanno bisogno di essere sollecitate. Con le canzoni ci siamo anche innamorati, una sorta di contorno ideale in cui abbiamo configurato il nostro carattere, il nostro modo di essere nella vita di relazione. Con le canzoni abbiamo reso meno arido un viaggio, una solitudine, una depressione, un vincolo, ci siamo lasciati confortare, animare, sollevare, ricreando ciò che magari era andato distrutto. Il Festival di Sanremo è la nostra storia, storia di gente che ama e s’illude con la parola e con la musica, che affida a una miracolosa convergenza il suo desiderio di abbracciare il mondo. Cosa sarebbe la vita senza la canzone? Uno straordinario evento, privato però di quella dolcezza espressiva che solo la canzone, in molti casi, sa ricreare.