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LASCIAMOCI SORPRENDERE

di felice magnani

Una delle maggiori difficoltà che impediscono alla natura umana di essere umana è proprio quella di voler sempre anteporre, anticipare, creando così una fitta rete di pregiudizi che impediscono di vedere chiaro in noi stessi e negli altri. Il conflitto tra giudizio e pregiudizio è sempre molto acceso e finisce spesso per alterare i rapporti, anche quelli più rigorosamente umani, creando ampi spazi di incomprensione, trasgressione e varie forme di contrasto in una umanità che di contrasti ne vive anche troppi. Ma come restituire all’essere umano la facoltà di capire e di proporre senza per forza entrare in collisione con le forze che lo costringono spesso all’autodifesa ad oltranza? Non è affatto facile semplificare o ridurre quell’istinto che scatta sempre, anche quando non c’è nulla di apparentemente disagevole, non è facile e neppure auspicabile, perché chi vive in questa condizione si toglie la possibilità di un infinito reale, di uno spazio in cui esercitare la propria natura creativa, di incontrare per strada la propria vita interiore con tutte le sue ricchezze. Uno dei grandi limiti della natura umana è quello di restringersi, di pensare che lo spazio e il tempo si debbano ridurre, diventando così una sorta di gabbia in cui imprigionare ogni tipo di eventualità. Se riuscissimo a immaginare come sarebbe bello abbandonare anche solo per un attimo la parte che incide negativamente sulla nostra esistenza, scopriremmo forse, finalmente, che esistono tanti orizzonti quanti sono i nostri punti di osservazione. La vita non è una gabbia e non è un possesso, ma un dono, un dono talmente grande che ci riesce difficile immaginarlo in tutta la sua straordinaria dimensione cosmica e umana, un dono da coltivare, da consegnare, da vivere, da proteggere e da conservare. Lasciarci sorprendere dalle sue proposte e dalle sue richieste, vivere con stupore le sue meraviglie, diventarne ammiratori e sostenitori, darle la possibilità di ampliare la sua capacità di relazionarsi, aprendole le porte del cuore e dello spirito potrebbe rigenerare un pensiero, una condizione, una situazione, riconsegnando ogni volta la voglia di vivere, amare, sognare. Chi si lascia sorprendere non è uno sprovveduto, è solo una persona che decide di vivere in una condizione mentale diversa, dove anche il più piccolo frammento dell’esistenza diventa importante, dove ogni forma o contenuto o attimo diventano strumenti vivi e attivi di nuova conoscenza, scevri dalle incrostazioni della rete pregiudiziale. In fondo tornare ad essere giovani nel cuore e nell’anima è un grande vantaggio, perché il mondo ci appare come nuovo, più amabile, diverso da quello che avevamo creduto, sperimentato o immaginato.