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RINASCE IL GRAND HOTEL CAMPO DEI FIORI

di felice magnani

Varese non è solo la città/giardino, è un giardino immenso dove alla bacchetta magica della provvidenza unisce l’acume architettonico di uomini, come Giuseppe Sommaruga, che hanno saputo inventare il bello e collocarlo con eleganza al posto giusto. Chi ha la pazienza di visitare il territorio varesino si rende subito conto che madre natura gli ha riservato il dono della bellezza, un dono che ha saputo resistere alle rivoluzioni industriali, in virtù di una raffinata e pragmatica lungimiranza creativa. La città è un gioiello di virtù appariscenti e in parte nascoste, in cui si nota un carattere forte e personale, dove anche la storia più rumorosa e invadente si colloca in una nobile e compassata disposizione di stili e di forme che mettono in luce spazi, giardini, aree verdi, ville e quell’architettura liberty che la rende briosa, attraente, allegramente aristocratica. L’antica vocazione turistica della città e del suo territorio non ha mai cessato di esistere, di cercare nuove forme, nuovi appuntamenti e si manifesta oggi con il rilancio del Grand Hotel Campo dei fiori, gioiello dell’architettura liberty abbandonato a una dolorosa solitudine esistenziale, resa ancora più drammatica da un’infinita serie di antenne conficcate nel cuore della sua bellezza. Ci sono voluti molti anni e tanto impegno, per trovare la soluzione che gli restituisse quella fama che lo aveva posto all’attenzione dell’ Europa e del mondo. Oggi una nuova luce brilla su quel balcone naturale che offre spunti di osservazione e di meditazione su cosa siano realmente la bellezza di una città e di un territorio. Erano in molti coloro che salendo al Sacro Monte, osservavano con apprensione quel gioiello liberty trasformato in mostro, coltivando la speranza che un giorno sarebbe tornato a splendere. Oggi che le notizie rimbalzano positivamente, sembra proprio che il tempo della resurrezione sia vicino. Per il mondo dei ciclisti Sacro Monte e Campo dei Fiori restano due luoghi mitici, due pagine di storia dove atleti illustri hanno misurato e continuano a misurare la loro forza e il loro coraggio e dove uomini e donne di ogni età dimostrano da sempre la loro fede in uno dei patrimoni italiani riconosciuti dall’UNESCO.