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L’IMPORTANZA DEGLI AFFETTI

di felice magnani

Avere una vita affettiva ricca è una benedizione. Voler bene, amare, aiutare, sono infiniti che avvolgono e premono sulla condizione umana per renderla migliore. La vita affettiva ha un ruolo fondamentale in quella delle persone, nella loro crescita, nel loro modo di essere e di relazionarsi, ma non è una tomba e neppure un oblio malato da versare nel proprio cuore e in quello di chi ci sta vicino. E’ una ricchezza anche quando non c’è più, perché non è mai sola. Non soffre, perché sa che può sempre contare su chi, della vita affettiva, è il padre fondatore. Si comincia fin da piccoli tra le braccia di una mamma e si continua nel grembo familiare e in quello delle persone sociali, poi ci si innamora, chi della vita, chi di Dio, chi di un bel ragazzo o di una bella ragazza, chi di un luogo, chi di un paesaggio e chi fa dell’affetto la sfera ideale per una vocazione senza limiti, con la fiera consapevolezza che nulla è per sempre e che tutto si realizza in un presente storico senza tempo, dove il cuore e la mente si abbracciano in un idillio che tocca i vertici dell’identità. L’affetto non è mai a senso unico, è comprensivo, espansivo, aperto e solidale, non si lascia imbrigliare o imprigionare, corre veloce, elegante come un levriero e non si lascia corrompere. Vive la sua naturale bellezza come se dovesse ricominciare ogni volta daccapo, riscoprendo il mondo e i suoi contorni, i suoi colori, le sue voci, le sue forme e tutto ciò che alimenta e tormenta l’animo umano. L’affetto non è una tomba, ma una rinascita e ogni volta si ciba del passato per dare più forza al presente, per dimostrare che nulla rimane per sempre. L’affetto è la forza motrice che suggerisce e incanta, che copre di voglie e di speranze, che ritempra lo spirito e rimette in corsa per la bellezza di una vita che non piange, che non si chiude nei mutismi cronici, che non chiude le porte all’energia, ma la solletica, la stimola, la spinge a ricreare ciò che si è spento. Ogni attimo d’affetto, anche quello che sembra più lontano, va colto col sorriso, perché neppure la morte può impedire alla vita di completare il suo corso.