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LA PIU’ GRANDE AZIENDA ITALIANA? LA POLITICA.

 di felice magnani

La politica è la più grande azienda italiana. E’ cresciuta a dismisura e occupa tutti gli spazi e le risorse del nostro paese. C’è la grande politica parlamentare, quella che si consuma nei palazzi romani, stando seduti sulle poltrone rosse del potere, c’è quella romano dipendente, che ha succursali in tutta Italia, non meno costosa. C’è la politica delle periferie, quella dei paesi e delle città, assiepata nelle asl, nelle comunità montane, nei comuni, nelle province, nelle regioni, nei consigli di amministrazione, nei partiti e nei sindacati. Ognuna ha il suo tesserino, il suo marchio di fabbrica, il suo colore, il suo linguaggio, le sue motivazioni e le sue finalità. La politica domina incontrastata la vita italiana, è un’enorme contenitore di incoerenze appiccicato alla buona fede dei cittadini. In politica parlano tutti: buoni, cattivi, belli brutti, cretini, intelligenti, ignoranti, analfabeti, semianalfabeti, inquisiti, ex inquisiti. Hanno frequentato tutti la scuola di recitazione dei partiti con alterne fortune, ma con una finalità precisa, quella di tirare l’acqua al proprio mulino. Il parlamento italiano è stato trasformato in una monarchia ereditaria. Il potere cancella l’etica e la responsabilità morale, trasformando uomini e donne in affiliati. E’ sempre più difficile, per non dire impossibile, incontrare politici figli della normalità popolare, sono quasi tutti legati a un potere inaccessibile, che cancella ogni forma di democrazia. La politica divide, crea barriere e steccati, mette gli uni contro gli altri per rafforzare se stessa, per definire il suo primato, quello dell’oligarchia sulla democrazia. Il popolo è relegato al ruolo di spettatore passivo, impossibilitato a esprimere la propria volontà. Ciò che i cittadini decidono è semplicemente ciò che i partiti concedono loro di decidere, creando l’illusione di una democrazia evoluta e moderna, di un diritto di voto esibito come una carta di credito. In realtà il popolo sottoscrive quello che i partiti gli concedono di sottoscrivere. La casta è sempre più casta, invulnerabile e inattaccabile, padrona del campo. Non c’è spazio, luogo, personaggio o idea che non passi attraverso il filtro della casta. Nulla, che non sia ufficialmente sanzionato dal potere, arriva agl’italiani, spettatori di sceneggiate in doppiopetto. La verità è che non si educa più e che gli educatori vengono messi da parte perché ritenuti pericolosi sostenitori del potere della coscienza, quella che educa uomini e donne a vivere una condizione di vita più umana. Il primo passo verso il cambiamento potrebbe essere quello di evitare di frequentare il male, riscoprendo l’idea di una politica a misura d’uomo, scelta per migliorare le condizioni umane e morali di persone che credono nel senso del dovere da parte di tutti.