Menu
A+ A A-

E’ L’UOMO CHE FA LA STORIA

E’ L’UOMO CHE FA LA STORIA

di felice magnani

E’ l’uomo che fa la storia. La fa con le sue mani, le sue gambe, i suoi piedi, il suo corpo, la sua mente, la sua intelligenza. Una storia dentro la storia, il finito nell’infinito, due storie che corrono parallele e che a volte si interrompono ancor prima che l’essere umano ne abbia preso coscienza. Quante mani, quante gambe, quanti piedi, quante intelligenze si sono unite per un’idea più umana, più vera, più bella, quante storie hanno riempito di amori e drammi quel mondo su cui abbiamo avuto l’onore di aprire gli occhi, di lasciarci andare a un sorriso di sorpresa. E’ l’uomo che fa la storia, che la rende stabile o incerta, che ne configura i confini, ne scandisce i percorsi, sollevando iniquità e incongruenze, valori ed errori. E’ l’uomo che fa la storia, con la sua voglia di essere parte di un disegno di cui non conosce né forma né sostanza, ma di cui si fida e in cui crede. E’ l’uomo nel suo desiderio di rivalsa su un mondo non sempre amico, che fa la storia, che cuce e tesse, lasciando al cuore l’opportunità di essere una voce fuori dal coro che canta le lodi a quell’Entità di cui adora la forza creativa, la capacità di attrarre e di sedurre, di ritemprare e di sperare nei momenti in cui cala il sipario e dietro non c’è nessuno a regalare un sorriso. E’ l’uomo che fa la storia, a volte ammazzando a volte amando, senza conoscere a fondo quale sia la sua vera condizione, la sua identità, la volontà che fugge e sfugge, lasciandosi alle spalle muri di memoria. E’ l’uomo che fa la storia, a volte con il terrore della violenza e della paura, senza chiedersi il perché, senza togliere quella cappa di nebbia che gli impedisce di guardare oltre, dove i muri sono solo impedimenti temporanei. E’ l’uomo che fa la storia, la fa e poi si ritrae a pensare, a scrivere, a immaginare, a lottare contro le mille incertezze di una vita che urla la sua parte, che vuole contare, lasciare un’impronta, ritagliarsi una fetta d’ eternità. E’ l’uomo che fa la storia e le responsabilità sono molte, importanti, invadenti, presenti, sono le responsabilità di chi ha ricevuto e deve dare, di chi lascia un testimone a qualcuno che aspetta. Nella storia ciascuno prende coscienza, fino a pensare che, forse, il tempo è infinitamente breve per poter amare davvero fino in fondo , per essere quello che ciascuno avrebbe voluto o vorrebbe. Ma la storia è anche questa, desiderio inevaso, illusione, volontà disattesa, qualcosa che si ferma e si blocca nel momento in cui tutto parrebbe finalmente bello e compiuto. La storia è, forse, approdo in un mare di quiete dove tutto si ricompone e dove uno spirito nuovo alimenta il desiderio di ascendere, lasciando per strada il tentativo, umanamente impossibile, di ridefinire la realtà.