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VALORIZZARE IL CITTADINO, COME FONTE DI SICUREZZA

di felice magnani

Il cittadino si sente spesso anima vagante in un mare di insicurezze. Di lui si parla nei sacri testi scritti come le costituzioni, i codici, le leggi, su di lui si appoggia la fiducia dello stato, quella della società civile, è al centro sempre del dibattito sociale. Di lui parlano i partiti, i sindacati, i gruppi, le associazioni, le fondazioni, insomma non c’è angolo in cui non si parli di lui. Ufficialmente conta moltissimo, nella vita reale, però, si ha l’impressione che non venga preso in grande considerazione anzi, pare proprio che la sua parola e il suo pensiero contino poco. Quello che abita il nostro paese è un cittadino costituzionalmente straordinario, capace di atti bellissimi, di valori enormi, ma nella maggior parte dei casi non ha un peso specifico e le sue collaborazioni non vengono prese nella dovuta considerazione. Ci sono diverse circostanze, nella vita quotidiana, in cui si può percepire questa condizione, eppure il cittadino è l’osservatorio mobile della comunità, ne è il periscopio permanente, è la cabina di regia da cui arrivano segnali importanti, è il centro propulsore di un orgoglio che spesso è costretto a ripiegare nella rassegnazione, perché nessuno lo ascolta. Il cittadino che si muove nei paesi e nelle città ha la grandissima opportunità di tenere sotto osservazione il territorio, di focalizzare movimenti sospetti, di capire come stiano le cose, è quindi un potenziale gendarme attivo. Chi cammina, di solito guarda, ascolta, prende visione, è perfettamente in grado di tracciare un quadro abbastanza ampio e dettagliato della realtà che incontra sulla sua strada, per questo bisognerebbe prepararlo, facendogli sentire la vicinanza delle istituzioni, valorizzandolo. Non tutti i cittadini sono però dotati di una particolare sensibilità o vocazione all’osservazione e alla prevenzione, forse perché la scuola non si sofferma a sufficienza sui temi dell’educazione civica in generale o forse perché la società non gli riserva quello spazio di protagonismo sociale che meriterebbe. Sul tema della sicurezza è certo che potrebbe offrire un contributo permanente e determinante. Riservare all’umanità che cammina un ruolo ancora più efficace di quello che potenzialmente ha, potrebbe portare grandi vantaggi, soprattutto sul piano della sicurezza. Puntare sulla valorizzazione del cittadino potrebbe essere la svolta. La generosità del popolo italiano è nota a tutti, ma va in molti casi gestita, orientata, rafforzata, orientata e promossa. Sentire di essere utili, di avere una parte importante nella costruzione sociale sprona, gratifica, dà energia e trasmette sicurezza. E’ nel riconoscimento sociale che la comunità diventa coesa e impara a capire che lo star bene, il sentirsi sicuri, dipende soprattutto da come sapremo ridefinire e configurare il ruolo del cittadino, da come lo stato e le istituzioni lo sapranno realmente individuare e riconoscere come punto di forza della comunità umana.