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I MINORI POSSONO FARE TUTTO QUELLO CHE VOGLIONO?

di felice magnani

Mentre la politica se le suona di santa ragione, dimenticandosi dei problemi degl’italiani, i minori seminano il panico nelle scuole e fuori, arrivando a compiere atti di tipo delinquenziale. Si tratta di forme gravissime di bullismo ai danni di ragazzini, ragazzine e persone indifese che diventano vittime del branco, un branco che nonostante la giovanissima età è in grado di portare a termine efferatezze di ogni tipo: concorso in violenza sessuale, riduzione in schiavitù, pornografia minorile (per la diffusione delle immagini delle loro “imprese” nei social network) violenza aggravata mediante lo stato di incapacità procurato alla vittima, violenze fisiche, minacce e umiliazioni di ogni tipo. Ci troviamo di fronte a ragazzini che compiono reati gravissimi e che in molti casi sono protetti dalla legge, molto sensibile alla tutela dei minori. Quando si arriva al punto che ragazzini e ragazzine poco più che adolescenti, per di più figli di famiglie benestanti, arrivano a delinquere con le modalità che conosciamo bene grazie ai media, allora vuol dire che la società civile e lo stato sono diventati impotenti, vuol dire che i giovani se ne fanno un baffo delle leggi, del buon senso, della Costituzione, delle famiglie e delle istituzioni. Viviamo in un paese allo sbando, dove può succedere tutto e il contrario di tutto. Cosa si potrebbe fare? Innanzitutto mettere di fronte alle proprie responsabilità chi compie reati, togliendo il beneficio della minore età. La legge è uguale per tutti e tutti, anche i ragazzini e le ragazzine hanno il dovere di rispettarla, indipendentemente dall’età. Lo Stato democratico potrebbe mettere le famiglie con le spalle al muro, imputando a loro le malefatte dei figli. Se un figlio minore si lascia andare a vergognose forme di bullismo sono i genitori che dovrebbero pagare, è l’unico modo per risvegliare quel senso di responsabilità genitoriale messo sotto la suola delle scarpe in tutti questi anni di inutile ed eccessivo garantismo. E’ necessario dunque creare un sistema educativo che parta dai genitori e che li metta nella condizione di essere i garanti del comportamento dei loro figli. Avanti di questo passo, se non si troverà la soluzione giusta, creeremo un esercito di minori che seminerà il caos nelle scuole, nei paesi e nelle città, come già sta succedendo. Il fenomeno della delinquenza non conosce età, si serve di tutti e in particolare di chi è tutelato e non può essere perseguito.