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SICUREZZA: DA DOVE PARTIRE

di felice magnani

Ogni problema ha un punto di partenza e uno di arrivo. Di solito non capitano mai per caso, nascono, crescono, si dilatano e creano una enorme quantità di effetti collaterali che destabilizzano la vita delle persone e quella delle istituzioni. Dunque bisogna andare alla radice, per capire che cosa abbia generato il disagio in cui lo stato d’insicurezza prolifica a dismisura, mettendo in crisi la vita stessa della società civile e dello stato. Da un po’ di tempo a questa parte il paese ha subito un’ aggressione migratoria che ha sconvolto il sistema democratico in tutte le sue componenti, senza che abbia avuto il tempo di mettere in campo strategie e metodi adeguati. Il Trattato di Schengen ha apparentemente favorito la nascita di una comunità europea, ma in realtà a contribuito a generare molta confusione e soprattutto un via vai che ha favorito passaggi di persone poco raccomandabili sul piano della legalità. Nella maggior parte dei casi ci si è limitati a prendere atto, a gettare sul campo mezzi di fortuna, a sovrapporre problemi ad altri problemi, senza alcuna forma di decisionismo politico in materia. L’Italia ha chiamato in causa l’Europa e l’Europa ha fatto orecchi da mercante, lasciando al nostro paese l’onere di affrontare un problema di carattere universale, con problematiche di vario ordine e natura. La confusione genera disorientamento e spesso quando gli stati di precarietà si sovrappongono aprono le porte al malaffare. La gente comincia ad arrangiarsi e il divisionismo politico che lacera il nostro paese favorisce la nascita e lo sviluppo di una forte vocazione delinquenziale. In questi ultimi anni la delinquenza ha creato griossissimi problemi, mettendo a soqquadro un paese che godeva di una sua tranquillità politica e sociale. La crisi economica ha rilanciato la confusione politica, riaccendendo lotte e guerre intestine, ha rimesso in campo la violenza verbale e quella di piazza, rendendo sempre più difficile la vita del paese. L’incapacità di rispondere alle novità dell’esperienza globale ha favorito l’insorgere di un’anarchia diffusa, dove ognuno fa e decide secondo modalità del tutto personali, ma assolutamente prive di legalità istituzionale. L’insicurezza è ormai all’ordine del giorno e i cittadini vivono in uno stato d’animo di perenne ansietà, perché non vedono prese di posizione decise sui temi che via via si affacciano. Nonostante la televisione e i media continuino a battere il problema a tamburo battente, i rimedi risultano pochi, deboli e privi della consistenza dovuta, nella maggior parte dei casi prevale l’antagonismo politico, quello che divora, svuota e favorisce il disorientamento generale. Il paese ha bisogno di unità, di una politica consapevole e convergente, ha bisogno soprattutto di regole precise, di rispetto, di un ordine pubblico che ricrei la tranquillità dei cittadini, soprattutto di quelli che avvertono con maggiore drammaticità l’insicurezza. E’ in questa fase che la Costituzione e i suoi rappresentanti si giocano la credibilità dei cittadini, è in queste circostanze che lo Stato deve offrire esempi chiari e convincenti, senza lasciare spazi vuoti a chi cerca di distruggere la nostra libertà e la nostra identità. La sicurezza è un bene fondamentale e come tale va protetto e salvaguardato sempre.