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OSSERVARE E’ MERAVIGLIOSO

Quando l’aria diventa più calda e il cielo si tinge di azzurro sembra di rinascere. Colti da uno stupore primaverile ci lasciamo affascinare dai raggi del sole e affidiamo i nostri polmoni alle brezze che insorgono dalla fredda profondità dei mesi invernali. Una vita nuova si apre e tutto sembra più bello, più vero, più degno di essere amato. E’ come se all’improvviso il nostro corpo guarisse dalle piaghe della renitenza e chiedesse al cuore e alla mente un nuovo slancio di energia. E’ così sempre, ogni anno, ogni primavera, quando stanchi di influenze, raffreddori, sciatalgie e dolori articolari, rientriamo nel calore materno della natura, pronta sempre a rinnovarsi, a restituire al mondo la sua bellezza, il suo orgoglio protettivo. Lo fa con quella naturalezza che le compete, riempiendo di aromi, profumi e sogni la speranza di ogni uomo e di ogni donna. E’ un amore naturale, costante, libero sempre dalle impurità, un amore che si tende come il suono di una cornamusa ad abbracciare quel desiderio di infinito che portiamo dentro. Osservare è riacquistare il filo del racconto, non perdere la vibrazione emotiva che ci accorda con la bellezza e le sue suggestioni. Mentre l’uomo cerca di corrompere, la natura si ricompone e si ripropone, riconducendo tutto a felici commistioni di sentimenti che riaffiorano con la forza di un turbine tropicale, restituendo all’osservazione la sua immagine riposante e contemplativa. Il suo legame continua anche se l’uomo forza il suo livello di tolleranza. Quando lo sguardo si posa dopo aver volato sulle ali di una farfalla senti un fremito che ti avvolge, come se la tua vita iniziasse di nuovo mostrandoti l’anima serena di chi ha vissuto in pieno l’onda gratificante della naturalezza umana. Ma chi si sofferma a osservare? Chi riesce a fuggire il richiamo del video per abbandonarsi al legame intimo con la brezza di primavera? C’è una distanza incolmabile tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere, tra il mondo che vediamo e quello che sogniamo. E’ sempre tutto così aleatorio, così surreale, così ideale che spesso ci perdiamo in una ricerca affannosa di attimi per vivere, trascurando persino la noia di un lavoro che non ci appartiene. Mi fermo per non perdermi nel mondo delle infrastrutture, per continuare a sperare che la vita sia qualcosa di più di una semplice resa all’insolenza, un inguaribile alternanza di spirito e materia, di dolcezza e di ipocrisia. Osservare è meraviglioso, perché restituisce la vocazione originale, quella che ci lega da sempre all’energia di un pianeta sul quale abbiamo la fortuna di vivere.

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