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Esperienze di trekking a piedi nudi

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Nei cammini che accompagno porto e trasmetto la necessità di sentire i miei piedi liberi e leggeri. Cammino con infradito da “trail running” e ovviamente spiego al gruppo, che come richiesto arriva con lo scarpone alto, il perché di questa scelta. Offro a ognuno la possibilità di provare, per un tratto appropriato, l’andare scalzo. Ci trovavamo su un sentiero montano fatto di massi granitici levigati e sabbia fine. La sabbiolina era molto invitante e poterla sentire scivolare fra le dita ha invogliato anche i più perplessi. Il passo si è fatto più attento, il silenzio più loquace. I piedi di un adulto sono delicati come quelli di un bebè ed è bene ascoltarsi per sapere quando è arrivato il momento di rimettere le scarpe, o quando la paura fa sì che il respiro sia trattenuto come se si stesse camminando sulle spine! Qualcuno ha goduto dell’esperienza per un paio d’ore, per qualcun altro un quarto d’ora è bastato. Quando poi si rimettono le scarpe il piede parla, il corpo ha ricevuto uno stimolo nuovo e lo integra assaporando un senso tutto nuovo di libertà. Nelle parole di una di loro, Julie: “camminare a piedi scalzi è aumentare la sensazione e il piacere di muoversi su questa terra stando in contatto con la sua temperatura e la sua consistenza. Richiede inoltre una maggiore presenza di attenzione per evitare di farsi male. Quando ci sono le condizioni per farlo, è un altro camminare!”
Posso dire che è anche molto molto di più. E di questo condividerò ancora con tutti voi…
Anita Constantini

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