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Multa da 7 milioni di euro per l'operaio che ha causato l'incendio della Motta Rossa e della Martica

 

L’incendio che ha devastato la montagna (Archivio)

Nel gennaio scorso i carabinieri forestali lo avevano annunciato: «Il “conto” per l’autore di questo incendio sarà molto salato».

E così è stato: all’uomo ritenuto responsabile del rogo che all’inizio dell’anno ha divorato i boschi del Monte Martica, circa 370 ettari tra la Rasa e la Valganna, è stato notificato un verbale amministrativo da sette milioni e mezzo di euro. Per la precisione, i militari guidati dal maggiore Fabio Scordo hanno stilato una sanzione da 7.448.495, 83 euro.

Questo solo per quanto riguarda l’illecito amministrativo in sé, calcolato sulla base degli ettari bruciati o danneggiati ma poi, oltre alle spese di rimboschimento, ci potrebbe essere ancora tutto il capitolo del risarcimento delle operazioni di spegnimento, come previsto dalla legge 349 dell’8 luglio 1986.

Per avere una stima a spanne, basta fare un rapido calcolo: per quasi una settimana furono impegnati a più riprese Canadair, elicotteri regionali e il particolare elicottero Erickson Sikorsky S-64. Ebbene, un’ora di volo di un elicottero regionale dell’Antincendio costa 2mila euro, un’ora di un Canadair ne costa 5mila, arrivando fino ai circa 10mila euro di un’ora dell’Erickson. Nei giorni di massimo impiego, furono utilizzati due elicotteri regionali, due Canadair e l’Erickson: stimando, al ribasso, un utilizzo di cinque ore, il conto finale parla di 120mila euro in una sola giornata.

Accanto all’impressionante aspetto economico, c’è poi il lato penale: l’uomo, come già annunciato a gennaio, è stato denunciato a piede libero per il reato di incendio boschivo colposo, aggravato dal fatto che si tratta di un’area protetta quale è appunto il Parco regionale del Campo dei Fiori. Tutto per colpa di quella che i carabinieri etichettarono come una «leggerezza», dalle conseguenze disastrose.

Secondo gli inquirenti coordinati dal pm Flavio Ricci, infatti, quel pomeriggio del 3 gennaio scorso l’operaio stava lavorando con un flessibile nei pressi del bosco, al confine tra Varese e Brinzio, e non si sarebbe accorto che alcune scintille erano cadute tra il fogliame reso molto secco dalla prolungata siccità di quel periodo. Nel giro di poco tempo, iniziarono a divampare le fiamme che, spinte dal forte vento, risalirono rapidamente il crinale, percorrendo la Val Gallina e la Val Fredda.

Sul posto, in un crescendo di mobilitazione, intervennero i vigili del fuoco di Varese e dei vari distaccamenti della provincia, la Protezione civile e le forze dell’ordine per monitorare la sicurezza dei più vicini centri abitati. E dopo circa una settimana di battaglia, l’incendio fu dichiarato ufficialmente spento.

Una persona comune sette milioni e mezzo di euro non li avrà mai in tutta la sua vita. Come fare dunque a saldare la maxi multa? La domanda è stata girata all’avvocato Sergio Terzaghi, presidente della Camera civile di Varese e difensore civico dal 2009 al 2014. «Per la Pubblica amministrazione e lo Stato - spiega - esistono procedure semplificate per far valere le proprie ragioni e, ad esempio, veder emesso un decreto ingiuntivo».

Nel caso della Martica, a prescindere dall’entità della somma, lo Stato può cominciare a incamerare quattrini, un po’ alla volta, pur sapendo che non arriverà mai alla cifra totale. «La procedura parte dagli immobili o dalla capacità reddituale della persona - prosegue -, che possono essere aggrediti con pignoramenti e trattenute sullo stipendio. Il discorso cambia se il soggetto è assicurato e non gli vengono contestati dolo o colpa grave: in quel caso può sperare di non rimetterci di tasca propria».

Per il ben più grave incendio doloso del campo dei fiori invece non è stato individuato finora alcun responsabile.

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