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Mancanza di bancomat e postamat al Sacro Monte, l'appello degli abitanti

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Provate a rimanere senza soldi al Sacro Monte e a dover pagare in un bar o in un ristorante, dove peraltro le linee sono spesso ballerine, come se in quota diventasse tutto più difficile. Provate a dover ritirare la pensione, o fare una operazione, se siete tra i poco meno di duecento abitanti del borgo, dove peraltro vi sono le suore di clausura. D’accordo loro non escono per fare operazioni, ma a maggior ragione, tra residenti speciali, serve un luogo dove qualche loro emissario possa prelevare o pagare bollettini. E che dire del fatto che vi sono migliaia di visitatori stranieri e che magari non hanno con loro tanto contante?

Pensano di arrivare in cima al sito Unesco, luogo di fede, certo, ma anche di svago, e di poter attingere a denaro contante se per caso rimangono senza altra possibilità di pagare. E invece no, non è così. Non c’è un solo bancomat, non c’è l’ufficio postale, non c’è nemmeno un postamat, cioè la “macchinetta” che dà soldi ma che permette anche di fare altre operazioni a chi ha un conto corrente alle Poste.

«All’ufficio postale ormai abbiamo rinunciato, ma il postamat va messo assolutamente», dice Ottavio Lonati, uno dei fondatori dell’Emporio e della Coop. Ambiente e Sviluppo di S. Maria del Monte e che da tutta la vita si divide tra Sacro Monte e il centro città e conosce ogni centimetro quadrato del borgo. L’appello nasce in seguito alla notizia della volontà delle Poste di volere attivare postamat in alcuni comuni piccolissimi, addirittura con un numero minore di abitanti rispetto a quelli del paesino in cima alla montagna. «Niente da dire sul fatto che altri comuni abbiano un postamat, soprattutto se sprovvisti di un ufficio postale, ma come non considerare Sacro Monte un piccolo centro a sé, seppure inserito a pieno titolo nel capoluogo?.

«Chiederemo al sindaco di farsi portavoce dell’istanza dei residenti al Sacro Monte nei confronti delle Poste», sottolinea Ottavio Lonati, «e coinvolgerò tutte le associazioni, ma credo di interpretare anche il pensiero di chi viene a visitare il nostro borgo e si vuole fermare a pranzo o a dormire, un luogo di raccoglimento ma anche turistico non può essere sguarnito di un punto dove prelevare».

Ve lo immaginate un tedesco o un giapponese che deve tornare in città, per poter prelevare?

Sono otto anni che l’ufficio postale di Sacro Monte è chiuso. Dopo una rapina nel giugno 2011, non è mai stato riaperto lo sportello che si trovava in via Fincarà, vicino alla stazione di arrivo della funicolare. Già all’epoca, richieste e solleciti per sboccare la situazione si erano susseguiti per qualche tempo. E già all’epoca, veniva sollecitata dai residenti almeno una giornata in più di apertura del servizio, attivo all’epoca soltanto due mattine.

Ora l’Emporio-negozio polifunzionale, dopo aver per anni cercato di riportare lo sportello delle poste al borgo, sta valutando di convenzionarsi con una società di servizi postali privati, per poter consentire a residenti e turisti di pagare un bollettino, fare una ricarica del telefono, comprare un francobollo, ecc.

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