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Sono tornati in funzione gli ascensori al Sacro Monte

Sono tornati in funzione gli ascensori che consentono di salire al Santuario (Foto Blitz)

La parrocchia di Santa Maria del Monte ha fatto di tutto per ripristinarne il funzionamento, anche se, per il momento, sono stati effettuati solo interventi “tampone”, perché i lavori risolutivi di sistemazione di tutta l’area scavata nella roccia accanto al Mosé saranno lunghi e complessi.

A confermarlo è l’arciprete don Sergio Ghisoni, il quale, da quando è arrivato al Sacro Monte, a settembre, s’è trovato ad affrontare la spinosa questione.

«L’acqua che, durante le persistenti piogge di ottobre, è penetrata attraverso fenditure della roccia ha provocato gravi danni ai vani ascensori e a tutto il sistema elettrico, compreso quello dei bagni, tuttora non agibili - spiega don Ghisoni -. L’acqua ha mandato tutto in tilt, laddove esistevano già fragilità strutturali e funzionali, anche perché, a volte, le persone usano gli ascensori come montacarichi».

È stato creato un team di tecnici per effettuare una lettura oggettiva della situazione.

«È stato così stabilito di mettere in funzione il prima possibile gli ascensori - prosegue il parroco - , sostituendo le schede di comando delle porte e pompando all’esterno l’acqua stagnante».

Si tratta però solo di un primo intervento. «La sistemazione definitiva è molto più complessa e prevede il recupero, la raccolta e lo smaltimento delle acque derivanti dalle infiltrazioni - aggiunge don Sergio -. Il problema è attualmente allo studio. In certi punti va data una diversa pendenza ai pavimenti e bisogna realizzare una protezione all’uscita del primo troncone, all’altezza del Mosé».

Non è stata fatta alcuna quantificazione di spesa, perché bisogna prima procedere con la pianificazione preventiva.

«Le tappe sono già definite - assicura il sacerdote -: prima fare funzionare gli ascensori, poi raccogliere le acque e infine procedere al rifacimento completo dei servizi igienici ». Titolare dei lavori è la parrocchia, supportata dalla Fondazione Paolo VI per le opere di manutenzione straordinaria. «Il resto è affidato a chi ci darà una mano: associazioni e privati. Se il Comune ha a cuore il Sacro Monte e sa di questo disagio, potrebbe mandare una persona a interessarsi e poi interagire con il tavolo di lavoro preposto. Del resto si tratta di un servizio non riservato ai fedeli che vanno a Messa la domenica, ma riguarda l’intera comunità».

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