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Paolo VI sulle orme di San Paolo

Omelia di Mons. Marco Ferrari – Sacro Monte 25.10.2014


Papa Montini, che ha scelto il nome di PAOLO VI, era innamorato di san Paolo e nel suo insegna-mento ha espresso, in modo attuale, temi simili a quelli dell’apostolo.


Anzitutto l'AMORE A CRISTO.
II giovane Vescovo di Milano, da poco entrato in Diocesi, inviò ai fedeli una lettera intitolata "Cristo è tutto per noi", dove dice: "Cosa vi dirò in questa prima Lettera Pastorale che vuole fissare sopra un comune pensiero i sentimenti vostri filiali e i miei paterni, in ordine alla nostra vita religiosa? Vi dirò una cosa che tutti già conosciamo, ma che mai abbastanza meditiamo nella sua fondamentale importanza e nella sua inesausta fecondità; ed è questa: Gesù Cristo ci è necessario. Non si dica consueto il tema: esso è sempre nuovo; non lo si dica già conosciuto: esso è inesauribile.
Perciò, figli miei dilettissimi, cosa posso dirvi di più importante, come posso meglio manifestarvi la mia amorosa sollecitudine per voi, come creare con voi quella comunione di spiriti che deve stringere in spirituale famiglia la nostra Diocesi, se non richiamandovi all'eccelso, all’incomparabile, all’insostituibile Mistero di Cristo?"
...e dopo CRISTO, LA CHIESA.
La sua predicazione sulla Chiesa è stata ricchissima e tale ricchezza manifesta la comprensione e l'amore che il Papa le ha portato e che cerca di suscitare anche nei fedeli.
Fra i tanti pensieri, ne scelgo uno che mostra la finezza di questo amore.
"Provate a pensare la Chiesa come la dimora di Dio: vi troverete la risposta a tante incom-prensioni che ne deformano il concetto; vi troverete l'invito a entrare più addentro in questa casa benedetta, a conoscerla meglio, a dimorarvi con gaudio e dignità; vi troverete la scoperta di una grande fortuna: quella appunto di avere una casa, una casa dove l'amore ai fratelli è principio di coabitazione e dove l’amore di Dio a noi e di noi a Dio, ha la sua più felice e promettente celebrazione ."
...e dopo LA CHIESA, IL MONDO.
Nel messaggio al mondo rivolto dalla grotta di Betlemme nel gennaio 1964, diceva: "Noi guardiamo il mondo con immensa simpatia. Se il mondo si sente straniero al cristianesimo, il cristianesimo non si sente straniero al mondo, qualunque sia l'aspetto sotto cui questo si presenta e l'atteggiamento che adotta a suo riguardo. Lo sappia dunque il mondo: i rappresentanti e i promotori della religione cristiana nutrono stima a suo riguardo e l'amano di un amore superiore e inesauribile: l'amore stesso che la fede cristiana mette nel cuore della Chiesa la quale altro non fa che servire da intermediaria all’amore immenso e meraviglioso di Dio per gli uomini ."
...e nella Chiesa e nel mondo ALCUNE CATEGORIE PARTICOLARI.
Agli operai della Pirelli diceva: "E' vero, non ho niente da darvi, le mie mani sono vuote. Ma so anche che voi aspirate, proprio in quanto lavoratori, a qualcosa che supera il lavoro, i salari, la materia… Desiderate un po' di vita vera, un po' di felicità. E in questo campo ho immensi tesori da distribuirvi: la speranza, il senso della dignità umana, gli immensi orizzonti della luce.
Voi avete un'anima: io ho dei tesori per l 'anima."
Alcune parole ai lontani, in occasione della 'Missione di Milano': parole che furono definite le più alte e le più nobili che siano state pronunciate da un capo religioso dei tempi moderni.
Eccole: "Quale solitudine talvolta nella casa di Dio! Se una voce si potesse far pervenire a voi, figli lontani, la prima sarebbe quella di chiedervi amichevolmente perdono. Sì, noi a voi; prima
che noi a Dio. Quando si avvicina un lontano non si può non sentire un certo rimorso.
Perché questo fratello è lontano? Perché non è stato abbastanza amato, non è stato abbastanza curato, istruito, introdotto nella gioia della fede. Perché ha giudicato la fede dalle nostre persone che la predicano, che la rappresentano; e dai nostri difetti ha forse imparato ad avere noia, a disprezzare, a odiare perfino la religione. Perché ha ascoltato più rimproveri che ammonimenti e inviti. Perché ha intravisto forse qualche interesse inferiore e ne ha patito scandalo. I lontani spesso sono persone male impressionate da noi, ministri della religione, e ripudiano la religione perché per essi coincide con la nostra persona. Sono spesso più esigenti che cattivi. Talora il loro anticlericalismo nasconde uno sdegnato rispetto alle cose sacre che credono in noi avvilite.
Ebbene, se così è, fratelli lontani, perdonateci. Se non vi abbiamo compreso, se vi abbiamo troppo facilmente respinto, se non ci siamo curati di voi, se non siamo stati bravi maestri di spirito e medici delle anime, vi chiediamo perdono, ma ascoltateci ..."
LA FAMIGLIA
"A mio padre devo gli esempi di coraggio, l’urgenza di non arrendersi supinamente al male, il giuramento di non preferire mai la vita alle ragioni della vita. Il suo insegnamento può riassumersi in una parola: 'Essere un testimone'. Mio padre non aveva paura. E quelli che l’hanno conosciuto hanno conservato un che di intrepido.
A mia madre devo il senso del raccoglimento, della vita interiore, della meditazione che è preghiera e della preghiera che è meditazione. Tutta la sua vita è stata un dono.
All'amore di mio padre e di mia madre, alla loro unione, devo l'amore di Dio e degli uomini, o piuttosto l'amore di Dio che colmava i loro cuori e li aveva uniti nella giovinezza, si traduceva in mio padre nell'azione politica e in mia madre nel silenzio. O ancora: una stessa volontà ostinata, una stessa determinazione totale in mio padre si esprimeva più come forza, in mia madre più come dolcezza. Ma la dolcezza riposa sulla forza."
E al filosofo Jean Guitton che gli diceva: "La madre d i un Papa è una madre speciale", rispondeva: "La madre di un Papa non ha mai saputo di esserlo, ma suo figlio lo sa. E soffre di non poterle dire la sua riconoscenza, di non poterlesi inginocchiare davanti per ricevere una sua benedizione."
Quest'uomo giunto così in alto, non per gli onori, ma per i problemi cui ha dovuto far fronte, ha conservato nel cuore sentimenti così delicati perché sia la capacità di affrontare i grandi temi e problemi, sia la delicatezza dei sentimenti, fluivano da un cuore umanamente molto ricco e cristianamente molto impegnato.