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Sognando l’Olimpiade

La presentazione di Nature Urbane nei giorni scorsi in Comune (Blitz)
 
Varese città olimpica. La suggestione è partita da Palazzo Estense e si è diffusa nel pomeriggio di ieri: i cinque cerchi all’ombra del Sacro Monte.

«Ci candidiamo a supportare le Olimpiadi invernali 2026 al fianco di Milano», firmato il sindaco Davide Galimberti e l’assessore allo Sport Dino De Simone.

Un fulmine a ciel sereno, una notizia che mette da parte per un attimo la seconda edizione di Nature Urbane e che, detta così, non può che far sognare migliaia di appassionati. Sognare, appunto. Perché se è vero che l’amministrazione varesina sta cercando di portare la Città giardino in uno scenario turistico più ampio (e nulla al mondo potrebbe farlo come la sacra fiamma d’Olimpia), è vero anche che per un’impresa del genere serve molto realismo.

Andiamo con ordine: due giorni fa Torino si è sfilata dalla triplice candidatura con Milano e Cortina, che vogliono andare avanti supportate da Lombardia e Veneto. È qui che Palazzo Estense ha provato a infilarsi: «Ho intenzione di parlarne nei prossimi giorni con il sindaco Sala e il presidente Fontana», ha spiegato ieri Galimberti. «Vorremmo proporci come sede di eventi e allenamenti delle squadre, mettendo a disposizione in particolare il Palaghiaccio che il Comune ha già in animo di riqualificare».

Ecco, qui la realtà parla di un impianto datato 1977, il cui tetto in legno è seriamente danneggiato e che andrebbe completamente rifatto. Non certo il miglior biglietto da visita per un’Olimpiade che – allo stato attuale – non avrebbe neppure il sostegno economico del governo di Roma. Se Varese ha dato prova di sé con i recenti mondiali ciclistici di Gran Fondo e lo farà presto con quelli di canottaggio, la strada verso i cinque cerchi è piuttosto in salita.

Nulla vieta di sognare, ma – fosse anche solo per scaramanzia - aspettando la risposta di Milano e Cortina conviene concentrarsi su quanto a Varese già c’è.

Così con il sindaco si è tornati a parlare di Nature Urbane, al via questa mattina: «Non siamo ancora partiti e già ci avviciniamo a seimila prenotazioni, un boom che è per noi una grande sorpresa. Parliamo di un evento culturale estremamente partecipato, di una esperienza dell’ambiente che si adatta in maniera perfetta a Varese». Tante le novità, come le dieci residenze private storiche aggiunte quest’anno e che portano il totale a quota ventitré.