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Lo scandalo degli elementi liberty asportati dal grand hotel Campo dei fiori ritrovati a Gavirate

 

Vendevano il tesoro del Grand Hotel

Antiche lampade in ferro battuto, doccioni che sembrano draghi strappati delle grondaie, la grande fioriera in ceramica che dominava l’atrio d’ingresso. E ancora: inferriate liberty dell’ascensore, bassorilievi del bancone della sala bar, parte della boiserie del salone teatro di interminabili sfide notturne a biliardo, specchiere e decori floreali disegnati da Giuseppe Sommaruga per uno degli edifici che lo avrebbero consegnato alla storia dell’architettura: il Grand Hotel del Campo dei Fiori. Oggetti d’arredo unici, preziosi, sottoposti a vincolo eppure rimossi dall’edificio monumentale, spariti nel nulla e ora ritrovati in un deposito a Gavirate, dove erano stati accatastati per essere venduti a collezionisti, e posti sotto sequestro.

A mettere i sigilli a una autentica collezione antiquaria, che mai avrebbe dovuto essere separata dal luogo per cui era stata creata, sono stati i carabinieri del Nucleo di tutela del patrimonio culturale, intervenuti a colpo sicuro su richiesta del soprintendente lombardo Luca Rinaldi dopo una segnalazione firmata dal vicepresidente della sezione varesina di Italia Nostra Bruno Bosetti.

Accertare l’identità di chi, probabilmente già nel 2014, ha dato ordine di staccare le decorazioni del Grand Hotel e di trasferirle a valle e, soprattutto, ricostruire quali siano stati i passaggi successivi e le ragioni di un’operazione che potrebbe prefigurare un illecito penale è ora compito di un’indagine aperta dalla magistratura. Certo è che l’immobile, inclusi tutti gli arredi fissi, dal 2001 era stato posto sotto vincolo dal Ministero dei beni culturali.

«È come se si strappasse un altare a muro in una chiesa - commenta il soprintendente Rinaldi, varesino di Sant’Ambrogio -. Ed è strabiliante che questa spogliazione sia passata fin qui sotto silenzio senza che neppure gli esperti che avevano incoraggiato la riapertura del Grand Hotel lo scorso anno, dopo il passaggio di proprietà, si accorgessero se non altro della scomparsa delle monumentali lampade liberty poste sulla facciata accanto all’ingresso. Fortunatamente sollo una minima parte degli arredi risulta essere stata venduta».

Bosetti, che aveva raccolto più di una indiscrezione, è stato il primo a rintracciare il “tesoro” del Sommaruga nel deposito di Gavirate.

«Il titolare - racconta - non sembrava neppure consapevole del valore del materiale che gli era stato affidato in conto vendita, eppure non sono poche le pubblicazioni, anche fotografiche, che documentano i fasti del Gran Hotel. Ora speriamo che le autorità competenti ne dispongano il ripristino».

Un’opzione a cui sembra essere particolarmente interessata l’attuale proprietà dello storico albergo dove, tra l’altro, il regista Luca Guadagnino ha girato il remake di “Suspiria”, omaggio alla pellicola icona del cinema horror firmata da Dario Argento alla metà degli anni Settanta.