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L’Italia conquista un altro sito Unesco

I “Sistemi di difesa veneziani tra il XV e il XVII secolo a Bergamo” sono stati riconosciuti patrimoni dell’Umanità.  Una decisione presa a Cracovia dove per la Regione Lombardia era presente l’assessore Cristina Cappellini. “È stata una lunga attesa, – ci dice al telefono emozionata – ma è stata ripagata. Abbiamo ricevuto tanti complimenti da parte di tutti ed è un riconoscimento per dieci anni di lavoro. Una decisione che ribadisce il primato italiano e lombardo per i patrimoni dell’Umanità”. Il sito transnazionale – come si legge sul sito ufficiale del progetto – coinvolge l’Italia, la Croazia e il Montenegro. I Comuni compresi nella proposta di candidatura sono Bergamo, Peschiera del Garda, Palmanova per l’Italia; Zara, Sebenico, Hvar e Curzola per la Croazia, infine Castelnuovo, Cattaro e Ulcinjper il Montenegro. La selezione di questi luoghi riflette la storica suddivisione dei domini veneziani in Stato di Terra (Italia) e Stato di Mare (Croazia e Montenegro), affacciati sul Mare Adriatico un tempo noto come “Golfo di Venezia”. Soddisfazione anche per il sindaco di Bergamo Giorgio Gori. Il Presidente della regione Roberto Maroni, che da anni si impegna per la valorizzazione dei siti Unesco, ha subito esultato per il risultato. Il nuovo sito seriale, che vede Bergamo comune capofila, comprende tre diverse Regioni italiane e tre diversi paesi, Italia, Croazia e Montenegro. “Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto, – aveva sottolineato al momento della candidatura il Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori – un’iniziativa ambiziosa e complessa, ma che ha fatto scattare attorno a sé quell’elemento partecipativo che è mancato in altre occasioni. La decisione della Commissione è stata unanime: forse è stato proprio il carattere internazionale del progetto l’aspetto decisivo per questo importante riconoscimento e che ha visto prevalere i sistemi di difesa veneziani sulla candidatura di Ivrea. “Mi piace molto pensare che una fortificazione che doveva servire a chiudere la nostra città adesso sia divenuta un ponte per unirla a nazioni diverse”.