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Partecipazione calorosa alla Via Crucis col Cardinale Scola

Di fronte alla croce è forte il «desiderio della pace» ha detto l’arcivescovo di Milano, alla luce dei terribili fatti di Stoccolma, senza dimenticare anche altre grandi tragedie come quella del Congo e a margine del rito di ieri sera per le vie del centro di Varese. «Siamo davanti a chi avrebbe potuto essere l’unico a non morire, ma che ha deciso di dare la sua vita sul palo ignominioso della croce per noi e per la nostra salvezza. Non ci può essere nell’uomo possibilità di trovare pace, perdono e quindi condizione per vivere adeguatamente tutto questo se non guarda al crocifisso» Migliaia di fedeli hanno partecipato, nella Città Giardino, alla settima e ultima Via Crucis della Quaresima ambrosiana 2017. Da piazza San Vittore di fronte alla basilica, a partire della 20.45, il corteo, guidato dall’Arcivescovo, con la reliquia del Santo Chiodo e la Croce di San Carlo, si è snodato verso la parrocchia di Sant’Antonio di Padova alla Brunella. «La chiesa è il popolo di Dio in cammino - ha detto il decano di Varese, don Mauro Barlassina - Questi non sono momenti di dimostrazione di carattere esteriore, ma il segno di una fede che si testimonia attraverso la preghiera nelle strade della vita di ogni giorno». A piedi, in auto e con decine di bus i fedeli sono arrivati delle 235 parrocchie della Zona Pastorale seconda di Varese per seguire la croce portata dal Cardinale e dai decani che hanno sostato in corso Matteotti, piazza San Giovanni Bosco, via Sempione e via della Brunella, di fronte alle quattro immagini, dall’“Ecce Homo” di Antonello da Messina al “Crocifisso” di Giotto, per le altrettante stazioni scelte per la Via Crucis. Una partecipazione importante e sentita quella di una folla composta e raccolta che ha interrotto il silenzio solo per preghiere e canti. All’arrivo in piazza San Giovanni XXIII, dalla scalinata della Chiesa dove campeggiava l’immagine della Risurrezione di Piero della Francesca, Scola ha poi concluso il rito con una breve omelia.