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Caccia al petrolio, Bortoluzzi protesta

VARESE - Caccia al petrolio all'interno del territorio vincolato del Campo dei Fiori? Pubblichiamo la lettera con richiesta di chiarimenti che il presidente varesino degli Amici della Terra, Arturo Bortoluzzi, ha scritto al presidente della Regione Roberto Formigoni e per conoscenza all'architetto Giuseppe Barra, presidente del Parco.

 

 

Dottore Roberto Formigoni

Presidente

della Regione Lombardia

 

e per conoscenza

 

Architetto Giuseppe Barra

Presidente

del  Parco naturale  Campo dei Fiori

 

 

Oggetto: L'ambiente attrattivo: la risorsa che molti sottovalutano.

 

 

Egregio Presidente, ho letto nei mesi e nei giorni passati una approfondita disamina riguardo al tema Caccia al petrolio al Campo dei Fiori previsto nel Progetto Cartabbia presentato dalla società Usa  Mac Oil . Sono precisamente otto i municipi all'interno del territorio vincolato dall'ente Campo dei Fiori (6.300 ettari complessivi) per i quali l'azienda americana ha formalmente chiesto alla Regione Lombardia l'autorizzazione a svolgere ricerche e perforazioni. Si tratta di Casciago, Induno Olona, Luvinate, Gavirate, Barasso, Cocquio Trevisago, Comerio e Varese.

Nel Progetto Cartabbia si parla di un investimento per le ricerche di cinque milioni, naturalmente a patto che la Regione dia il benestare a quella che ufficialmente si chiama "richiesta di verifica di assoggettabilità alla valutazione d'impatto ambientale". Se tutto filerà liscio (e noi  scriviamo in opposizione a questa istanza), le trivelle potrebbero entrare in azione fra tre anni e perforare il sottosuolo fino a una profondità di quattromila metri, tenendosi a una distanza di sicurezza di cento metri dai luoghi sensibili alle vibrazioni ed evitando lavori nei pressi di corsi d'acqua, sorgenti, risorgive, bacini di valore naturalistico o utilizzati per l'approvvigionamento idrico. Siamo perfettamente d'accordo con quanto dichiarato da Legambiente:  non può non preoccupare la popolazione e noi ambientalisti il  “rischio ecologico che trivellazioni di questo tipo comportano. Vi sono  prospettive economiche diverse e chiediamo che si investa sulle energie rinnovabili che rappresentano lo sviluppo sostenibile del futuro e che ci possono rendere indipendenti dagli altri Paesi per l'approvvigionamento di energia".

Il Parco Campo dei Fiori comprende diciassette comuni: Brinzio, Barasso, Bedero Valcuvia, Castello Cabiaglio, Cocquio Trevisago, Comerio, Cuvio, Gavirate, Induno Olona, Luvinate, Orino, Rancio Valcuvia, Valganna, Masciago Primo, Casciago, Cunardo e Varese. Istituito il 19 marzo 1984 e attualmente presieduto da Giuseppe Barra, il Parco dispone di un piano territoriale approvato con la legge regionale 9 aprile 1994, n. 13, le cui previsioni urbanistiche sostituiscono eventuali difformità contenute negli strumenti urbanistici comunali. Il piano territoriale articola le differenti aree tutelate, comprese le riserve e i monumenti naturali e le aree da destinare ad attrezzature di uso pubblico.

Il Progetto Cartabbia interessa potenzialmente altre aree di pregio in tutto il Varesotto: quattro parchi regionali (Campo dei Fiori, Pineta di Tradate e Appiano Gentile, Valle del Ticino, Spina verde di Como), tre parchi locali d'interesse sovracomunale (Valle Lanza, Primo Maggio, Rile-Tenore-Olona) e due riserve naturali (Palude Brabbia, lago di Biandronno). Come scrive Federico Bianchessi su La Prealpina a settembre ,  è molto dubbioso che perseguendo un Eldorado italiano si possano raggiungere risultati apprezzabili e significativi. Abbiamo una sola certezza:  le nuove trivellazioni nuoceranno all'oro verde rappresentato dalle valenze territoriali varesine (che è nostro compito tutelare e, soprattutto, quello dei politici, saper valorizzare) e quello della salute (che è sempre compito dei politici, garantire). Raggiungere  gli obiettivi ricordati di una efficiente azione politica e sociale obbliga ad impegnarsi pianificando e a compiere lavori difficili e tortuosi. Distruggere l'ambiente o comunque metterlo in pericolo, è, invece, utilizzare una strada sempre facile e per nulla faticosa.

Troviamo assonanze evidenti tra questo progetto e quello della ripresa delle escavazioni in Valle Bevera per attuare il piano di recupero della cava ex coppa. E’ infatti più facile trivellare  che attuare un parco naturale come è più facile scavare, che costituire un nuovo Plis, facendo imparare ai più giovani la rilevanza della biodiversità e difendendo le fonti idriche del Nord della Provincia di Varese. Tenendo in conto che l'Italia è tendenzialmente fatta di dinamiche periferiche allora è evidente che i rapporti di concertazione devono mutare.  Questi vanno orientati verso la dimensione territoriale e locale: meno dibattiti di alta politica economica e meno dialettica di vertice  (tra domanda e offerta di provvedimenti) e più attenzione alle tante variabili che contrastano le imprese e la loro crescita, i valori ambientali e naturalistici come la politica turistica  con le conseguenti esigenze di capacità ideativa, semplificazione, liberalizzazione, sburocratizza azione, ecc.

Ed è pensabile che in connessione a ciò cambierà anche il peso dei vari protagonisti del rapporto di concertazione: in prima linea ci saranno verosimilmente le rappresentanze dei mondi più minuti e periferizzati ; e ci saranno anche, cosa più nuova, gli apparati amministrativi periferici e le associazioni locali finora grandi assenti dai tavoli della concertazione. Una duplice dinamica che deve trovare al più presto dei convinti padrini e che comporterà qualche progressiva maturazione ma che è verosimilmente non reversibile.

 

Varese, 16 settembre 2012

 

Il Presidente

Arturo Bortoluzzi

 

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