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Via i tralicci del Grand Hotel?

VARESE - Un piano per eliminare le “antenne selvagge” al Sacro Monte e al Campo dei Fiori, finalmente un provvedimento per rimuovere il bosco di tralicci che deturpa il paesaggio. Lo prevede lo studio elaborato da un pool di tecnici e ingegneri su mandato diella Regione Lombardia, dell'ente Parco del Campo dei Fiori, di Palazzo Estense, Villa Recalcati e del comune di Luvinate. E' un primo passo, la premessa di un intervento futuro. L'obiettivo è far sparire lo sconcio dei ripetitori lungo la Via Sacra, alla prima e alla terza cappella, al ristorante Montorfano e in vari punti che confinano con la rizzata.

Il piano è stato presentato ieri dall’assessore Luigi Federiconi alla presenza del sindaco di Varese Attilio Fontana, del presidente dell'ente Campo dei Fiori GIuseppe Barra, dell'assessore provinciale Carlo Baroni e del collega regionale al territorio, Daniele Belotti. Riguarda la tutela dell'ambiente sotto il profilo estetico e la difesa dall'elettrosmog. Il piano esecutivo potrebbe essere definito già prima di Natale con il sostegno della Regione e il coinvolgimento di altri enti economici interessati.

La priorità è ristabilire lo skyline del paesaggio e il piano ha individuato i due punti che più stanno a cuore ai varesini: le cappelle del Sacro Monte patrimonio dell’Unesco e il grande albergo Sommaruga, la prestigiosa struttura del periodo liberty che oggi è miseramente ridotta a "stampella" della rete delle telecomunicazioni.
 Il problema è come eliminare le antenne senza compromettere i segnali di trasmissione. Oggi, sui monti che fanno corona a Varese, ci sono una dozzina di punti sensibili, una complessa rete che serve un’area vastissima di utenze.

Non è un compito facile. Sono i segnali televisivi che coprono gran parte della Lombardia nord-occidentale e parte del Piemonte fino a Novara. La posizione del Campo dei Fiori, con le sue caratteristiche morfologiche e la scarsa densità abitativa, è  purtroppo una "location" ideale per installarvi gli impianti di trasmissione. Esistono concessioni rilasciate dal governo, dai comuni, un complicato intreccio di normative.

Lo studio è partito proprio dall’analisi della situazione esistente per ridurre le postazioni di tramissione da dodici, quante sono oggi, a quattro. Le antenne saranno concentrate su quelle che si possono considerare "postazioni ineliminabili", dove non esiste alternativa: per esempio lungo il sentiero n. 1 nel territorio del comune di Luvinate (che collabora attivamente al progetto), oppure nei pressi del traliccio dell'Enel all'esterno del perimetro militare alla Casermetta e intorno all'antenna della Rai vicino alla cittadella scientifica, lungo il sentiero per il forte di Orino.

Individuati i punti che non è possibile rimuovere, la studio si è concentrato sugli altri, indicando un piano strutturato per rimuoverli e ricollocarli senza compromettere i segnali. Per quanto riguarda l’albergo Campo dei Fiori, in attesa di decidere come riqualificarlo, lo studio ha delineato due linee d’azione: spostare tutte le antenne che deturpano il tetto e il terrazzo e spostarle almeno parzialmente in una posizione meno invasiva, per esempio al riparo del muro di contenimento alla vecchia stazione d'arrivo in disuso della funicolare per il Campo dei Fiori, poco sopra il traliccio occupato dai ripetitori della rete Mediaset. Almeno per ora.

Tra le ipotesi allo studio anche quella che il comune di Varese, d'accordo con la società dei fratelli Castiglioni proprietaria del Grand Hotel Campo dei Fiori, trasformi lo storico edificio in una casa di riposo in cambio dello sgombero totale dei ripetitori tv. Il danno subito dal mancato introito derivante dall'affitto del tetto, sarebbe compensato dalla nuova destinazione d'uso.

 

 


 

 

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