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UN PARCHEGGIO PER LE PERSONE

Varese, 7 agosto 2019

I cittadini di Varese stanno commentando l'aspetto del nuovo parcheggio per auto di via Sempione che offrirà nei 4 piani dell'edificio oltre 300 spazi costati più di 5 milioni. .

L'attuale amministrazione ha messo molta attenzione al problema del parcheggio in città e fin dal suo insediamento, ottenuto anche grazie al voto di cittadini che si opponevano al progetto di un parcheggio alla Prima Cappella, ha varato il piano VARESE SI MUOVE colorando di blu circa tremila aree di sosta a pagamento.

Per le biciclette ha realizzato piste ciclopedonali per collegare la città al lago, ma a Capolago spende oltre 240mila euro per un parcheggio da 60 posti per le auto di coloro che vogliono camminare lungo i 28 Km. della pista che contorna il lago di Varese.

Sembra che fra i desideri di amici del Sacro Monte ci sia la richiesta di altri spazi per agevolare la sosta in un borgo che può solo essere deturpato da rumori e gas di scarico portati anche da escursionisti alla ricerca di un posto dove gettare i resti dei loro bivacchi.

Mi chiedo se nei pensieri degli amministratori comunali ci sia qualche progetto di parcheggio per persone sole o per quella fascia di cittadini che teme la solitudine della vecchiaia.

Nel 2005 il comune di Varese acquistò dalla Diocesi di Milano la Villa Baragiola e ricordo ancora il dibattito sull'utilizzo definitivo dell'ex seminario di Masnago fino alla scelta di destinarlo quale sede degli uffici dell'Urbanistica.

In quella occasione inviai una mia lettera, pubblicata anche sulla Prealpina del 24 agosto 2005, proponendo un utilizzo più redditizio di quegli spazi lasciati da circa 200 ragazzi di prima e seconda media. Si trattava solo di adattare a casa di riposo o convitto universitario una struttura che aveva ospitato e allevato per molti anni generazioni di ragazzi che ancora oggi rimpiangono metodi educativi completamente smarriti.

L'ipotesi uffici comunali non avrebbe prodotto alcun reddito mentre la gestione di un convitto favoriva la nascita di molti posti di lavoro legati all'ospitalità dei convittori : gestione della mensa,delle stanze per il riposo e per lo studio, delle aule per le attività, della lavanderia e della stireria, personale per uffici amministrativi, infermeria, insegnanti, badanti, ecc...

L'ammontare complessivo delle rette dei convittori sarebbe stato sufficiente per sostenere sia le spese di gestione sia per il mantenimento del magnifico parco ancora oggi a disposizione dei cittadini.

Il rione di Masnago avrebbe beneficiato di impulso di attività legate alla presenza di questi nuovi abitanti che avrebbero avuto a disposizione una chiesa, la posta, la farmacia, numerosi negozi oltre a comodi servizi di trasporto urbano ed extraurbano.

La scelta fu tipica degli egoismi di chi voleva una comoda ed ampia poltrona dove decidere sorti urbanistiche di una città sempre più sorda alle necessità di una popolazione in gran parte anziana.

Aver riportato in vita dopo 4 anni di lavoro un vecchio edificio all'interno del parco è un utile opportunità per la Protezione Civile e per il Centro Geofisico Prealpino, ma non vuol dire saper utilizzare al meglio ambienti ed edifici ereditati da generazioni non abituate all'usa e getta.

I locali della caserma possono ospitare vari uffici comunali attualmente sparsi in sedi periferiche, mentre il ripristino di Villa Baragiola, quale residenza per cittadini anziani, può diventare un tema di dibattito come si è proceduto per la sorte di un piantone di 150 anni.

Cordiali saluti.

De Maria Domenico

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