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I programmi dell'arciprete Erminio Villa: "Salmi, esercizi spirituali e la memoria di Paolo VI per l'anno giubilare al santuario"

SACROMONTE DALLALTO

di MONSIGNOR ERMINIO VILLA   L'Anno Santo (si farà) “anche nei Santuari, mète di tanti pellegrini, che in questi luoghi sacri spesso sono toccati nel cuore dalla grazia e trovano la via della conversione”. (Misericordiae vultus, n.3). Queste parole di Papa Francesco, tratte dalla Bolla di indizione del Giubileo della misericordia, ci invitano a coinvolgerci in prima persona per viverlo come momento straordinario di grazia e di rinnovamento spirituale, segno visibile della comunione di tutta la Chiesa.

L'apertura, fissata per l'8 dicembre 2015, festa dell'Immacolata, sottolinea il 50.mo anniversario della conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II: come allora, con il soffio dello Spirito, iniziava un nuovo percorso della sua storia, così anche oggi la Chiesa si impegna in una nuova tappa dell'annuncio del Vangelo di sempre, diventando segno vivo dell'amore del Padre. Il motto prescelto - “Misericordiosi come il Padre” - dice appunto che la misericordia di Dio va annunciata da tutti, con nuovo entusiasmo e in una rinnovata azione pastorale, per raggiungere il cuore e la mente di ogni persona, bisognosa di messaggi di fiducia e di incoraggianti rimedi.

Per essere capaci di misericordia dovremo metterci anzitutto in ascolto della Parola di Dio: quanto è importante, da questo punto di vista, ricuperare il valore del silenzio per meditare la Parola che ci viene rivolta! In questo modo sarà possibile, dopo aver contemplato la misericordia di Dio, assumerla come nostro stile di vita. Queste alcune ipotesi di lavoro, appena abbozzate, mentre attendiamo indicazioni più precise da parte dell'Arcivescovo per tutta la Chiesa milanese.

Una prima linea di sensibilizzazione sarà ispirata ai salmi, che rivelano l'agire di Dio nella storia come provvidente, paziente, misericordioso, santo. Il commento sarà supportato anche con immagini panoramiche dal Sacro Monte, perché - come ha detto il poeta francese Lamartine - “la (mia) Bibbia e la natura sono (i miei) due libri di fede"; lì Dio ha scritto le meraviglie del suo amore paterno e materno, si potrebbe dire “viscerale”.

L'esperienza del pellegrinaggio è un segno peculiare dell'Anno santo, perché ci ricorda che la misericordia è una mèta da raggiungere, con impegno e sacrificio: lungo il viale delle Cappelle potremo meditare e pregare i sette salmi penitenziali e/o quelli processionali, usati dal popolo di Israele salendo a Gerusalemme.

Gli Esercizi spirituali parrocchiali (il Papa le chiama “missioni al popolo”) saranno l'occasione per riscoprire, attraverso le parabole della misericordia, Dio come un Padre che non si dà mai per vinto fino a che non ha dissolto il peccato e superato il rifiuto, con la compassione e la misericordia. Con la gioia del perdono capiremo così che siamo chiamati a vivere di misericordia, rispondendo ai bisogni più veri delle persone, perché a noi per primi è stata usata misericordia, un amore totalmente gratuito.

Prima e dopo la Confessione, l'esame di coscienza proposto come occasione di verifica e poi i gesti penitenziali suggeriti come esercizi riabilitativi verteranno sulle opere di misericordia corporale e spirituale, ricordandoci i punti su cui saremo giudicati nell'appello finale. Così possiamo vedere quanto ci sentiamo arricchiti e responsabilizzati dall'amore di Dio. Gesù ci ha espressamente indicato la misericordia come ideale di vita e criterio di credibilità della nostra fede; inoltre ci ha assicurato che 'i misericordiosi troveranno misericordia' (Mt 5,7).

Nella Quaresima in particolare, ma più in generale in tutto l'Anno, avremo cura di celebrare e sperimentare la misericordia di Dio nel Sacramento della Penitenza, fonte di vera pace interiore. I sacerdoti si alterneranno quotidianamente in Santuario garantendo una presenza continuativa che permetta a chiunque lo desidera di vivere un incontro "cuore a cuore" con Dio che salva.

Su indicazione del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione l'iniziativa “24 ore per il Signore”, sperimentata già due volte in diocesi, sarà proposta in forma ridotta, anche in orari inusuali rispetto alla normale programmazione, per favorire le necessità e la disponibilità di altre persone.

Sul pellegrinaggio e sulla confessione sono stati offerti dei contributi settimanali in questi anni e ora raccolti nella serie “Quaderni del Sacro Monte” o sulle “pagine dell'Arciprete” pubblicate sul sito del Santuario (www.sacromontedivarese.it): il primo, presentando il pellegrinaggio come “icona della vita” e ricordandoci che l'essere umano è 'viator', come dice papa Francesco, ci stimola a mète più alte; l'altro descrive la bellezza del Sacramento che rinnova la vita, anche quella più sbagliata, in modo che tanti figli lontani ritrovino il cammino verso la casa paterna.

Nella casa della Madonna, Regina del monte, eleveremo preghiere - proposte settimanalmente e diffuse anche con i mezzi moderni di comunicazione - invocando Maria come “madre di misericordia”: attraverso la dolcezza del suo sguardo, aiutati dai testi di diversi autori spirituali, entreremo nel santuario della misericordia divina, partecipando ai misteri della vita di Cristo, sintetizzati nei misteri gaudiosi, luminosi, dolorosi e gloriosi del Rosario. Il canto del 'Magnficat', in particolare, ci unirà a lei nell'esaltare la misericordia di Dio, che si estende “di generazione in generazione” (Lc 1,50).

Continueremo a tener viva la memoria del Beato Paolo VI, sottolineando nelle celebrazioni in Santuario, le date più significative della sua vita e gli interventi più significativi del suo magistero.

L'anno giubilare si concluderà nella festa di Cristo Re (20 novembre 2016), affidando la vita della Chiesa, l'umanità intera e il cosmo immenso alla Signoria di Cristo. Condividiamo il vivo desiderio di Papa Francesco che “gli anni a venire siano intrisi di misericordia per andare incontro ad ogni persona portando la bontà e la tenerezza di Dio”. E' l'auspicio di tutti; sarà il segno della presenza del Regno di Dio tra noi!

Monsignor Erminio Villa

Arciprete del Sacro Monte di Varese