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1881-2015: tre secoli di birra indunese e due Expo universali a Milano. Un marchio all’avanguardia ai piedi del Sacro Monte

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di STEFANIA MAIDA   Centotrentaquattro anni separano la Grande Esposizione Universale di Milano del 1881 e l’Expo che inizierà il primo maggio 2015, ma per Varese e la sua provincia un filo comune e ininterrotto lega le due manifestazioni. Nel 1881 il Birrificio Angelo Poretti era partner dell’evento. Nel 2015 la Birra Poretti, che fa parte del gruppo Carlsberg, sarà la birra ufficiale del Padiglione Italia: “Una vittoria ottenuta – spiega Antonella Reggiori, Customer Service Manager di Carlsberg Italia - grazie a un progetto premiato per la storia tutta italiana dell'imprenditore Angelo Poretti, per la qualità e la stagionalità dei prodotti, per la purezza dell’acqua di fonte con cui facciamo la birra e, non da ultimo, per la tecnologia innovativa nel segno della tradizione”.

Basta dare un’occhiata al sito www.birrificioporetti.it per rendersi conto della ricchezza dell’offerta, ci sono birre per tutti i gusti, stile, colore, schiuma, aspetto, corpo e tonalità d’amaro per ogni occasione di consumo; e ci sono una, due, dieci ricette gastronomiche per ciascun tipo di birra, tutte naturalmente dedicate ad Angelo Poretti, il fondatore, che il 26 dicembre 1877 tenne a battesimo la prima "cotta" nel birrificio della Valganna, scelta per l'acqua fresca e purissima della Fonte degli Ammalati ai piedi del Sacro Monte. Un’anteprima dell’evento si è tenuta nei giorni scorsi a Induno Olona, per iniziativa dell’assessorato comunale alla cultura. Lo stabilimento indunese è oggi un centro di eccellenza Carlsberg fuori dai confini della Danimarca, l'azienda ha 290 dipendenti ed esporta tecnologia in Europa.

Cento camion partono, ogni giorno, per distribuire la birra in bottiglia e in fusti in Pet in ventimila punti di vendita in Italia: i fusti in Pet, riciclabili, sono la principale innovazione dell'azienda. L’industria, infatti, deve saper innovare e l’innovazione deve essere sostenibile per l’ambiente. Carlsberg può vantare un sistema di spillatura senza aggiunta di CO2 che garantisce un'eccellente qualità della birra. Il ciclo di vita del prodotto ha un impatto ambientale ridotto, risparmia il venti per cento del consumo d’energia elettrica (rispetto alla produzione di fusti in acciaio) e di gas metano. Recupera infine il 98,5% dei rifiuti e lo avvia al riciclo nel processo di produzione. E’ uno stabilimento all’avanguardia.

Il 5 maggio 1881, davanti al re Umberto di Savoia, Angelo Poretti partecipò all’inaugurazione dell’Expo milanese con un padiglione simile a uno chalet svizzero allestito nei giardini di Porta Venezia, che attrassero il numero iperbolico di un milione di visitatori. Lo stesso chalet sarà riproposto quest’anno. Il legame della birra che attraversa i secoli è di buon auspicio non solo per i sei mesi della durata dell’evento, ma anche in prospettiva futura, dopo la chiusura, a ottobre 2015, con ripercussioni favorevoli – si spera - su tutti i settori dell’economia varesina. La Camera di Commercio prealpina, negli ultimi tre anni, ha dato vita ad una serie di iniziative, incontri e convegni. L’obbiettivo è informare e orientare le imprese sulle opportunità di business, pubblicizzare presso le delegazioni straniere la possibilità dei loro insediamenti nel territorio varesino allacciando anche relazioni internazionali con i vari Stati presenti ad Expo; e fare il punto sull’accoglienza turistica tenendo conto della vicinanza della provincia al sito dell’Expo e sul numero dei visitatori previsti, oltre venti milioni.

Proprio la vicinanza al luogo della manifestazione sarà uno dei punti di forza. Varese dista pochi chilometri dall’Expo. E’ collegata dall’autostrada e dalla linea ferroviaria e con il resto del mondo attraverso all’aeroporto della Malpensa. Ha infine una posizione strategica, lungo l’asse del Gottardo, per i traffici commerciali tra Nord e Sud Europa. Due delegazioni di Paesi stranieri, la Germania e l’Olanda, hanno scelto Varese come sede degli staff che dovranno gestire i rispettivi padiglioni, una grande opportunità, tenendo conto che la Germania ha il numero più alto di operatori tra le nazioni partecipanti all’evento. Alla costruzione e alla successiva gestione del sito di Expo stanno partecipando numerose aziende di Varese e della provincia, aziende che vanno dal settore edile all’agroalimentare, al florovivaismo al tessile fino alla stampa e tipografia.

Questa forte presenza delle imprese varesine, dovrebbe portare un incremento di ordini per tutti i prodotti manifatturieri e agroalimentari. Oltre il quaranta per cento della produzione manifatturiera viene esportata e lo sarà di più con Expo. Non è, comunque, solo un’occasione di business e di marketing, è un’opportunità e un’occasione culturale. Il tema dell'Expo, drammatico, è la fame nel mondo e il Varesotto è all’avanguardia nello sfruttamento dell’acqua, nel riciclaggio dei rifiuti e nella limitazione dello spreco alimentare. In provincia c’è un polo tecnologico innovativo il cui scopo è prevenire lo spreco alimentare che in Italia ha un costo stimato tra i sette e i nove miliardi di euro.

La Camera di Commercio supporta il progetto SIFooD Science and Innovation Food District che conta una ventina di associati tra cui molte imprese e la stessa Camera di Commercio. Il tema Energia per l’Ambiente – Nutrire il Pianeta è un argomento molto sentito. Varese non è solo cibo e manifattura, la nostra zona è ricca di attrattive turistiche, borghi, castelli, rocche, luoghi ricchi di fascino e di storia. Tante eccellenze da vedere dal punto di vista paesaggistico. Si fa affidamento sul fatto che molti visitatori decidano di soggiornare a Varese e le strutture ricettive hanno avuto risposte molto incoraggianti. Il bilancio si potrà fare solo alla chiusura dell’evento ma nonostante le difficoltà e i ritardi accumulati, l’Expo sarà un trampolino di lancio non solo per Varese e la sua provincia ma per tutto il Paese.

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