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Lacus Loci: parte dal chiostro di Voltorre e dalla "stradetta del frate" a Gavirate la riscoperta della cultura del lago di Varese

Chiostro

“Lacus Loci, uomini e paesaggi tra le anime del lago” di Varese è il titolo del progetto presentato dall’associazione culturale “Amici del Chiostro”, che ha ottenuto il riconoscimento e il sostegno della Regione Lombardia nell’ambito del bando pubblico per la presentazione di progetti di documentazione riguardanti i patrimoni culturali immateriali in area lombarda. Il progetto vede la collaborazione tra l’Associazione culturale “Amici del Chiostro”, la Cooperativa Pescatori del lago di Varese, il Comune di Gavirate e il “Distretto Due Laghi”, con il patrocinio scientifico del Centro internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti”, Università degli Studi dell’Insubria, diretto dal professor Fabio Minazzi. Il coinvolgimento, attivo e concreto, di diversi enti presenti sul territorio di riferimento è uno degli elementi che il Presidente dell’associazione proponente, Silvana Alberio, e il Direttore artistico, Piero Lotti, ci tengono a sottolineare.

«Dopo tanti anni la cultura del lago di Varese torna al Chiostro di Voltorre - spiega Lotti - Si tratta di un primo progetto, di dimensioni contenute dal punto di vista economico ma di grande importanza sul piano culturale, che vuole segnare l’inizio di un percorso di studio e di salvaguardia della cultura materiale e immateriale del nostro lago. Nel 1985 le sale del Chiostro hanno ospitato una grande mostra dedicata al lago di Varese: il nostro dovere, ora, è di riportare l’attenzione sul tema per avviare iniziative di tutela e di valorizzazione significative. Perché gli interventi siano efficaci riteniamo fondamentale e imprescindibile il “fare rete”. Il riconoscimento della Regione conferma l’importanza di questa prospettiva di lavoro oltre che, ovviamente, della cultura, tanto fragile quanto preziosa, della nostra “gente di lago”.

Ci onora il patrocinio scientifico dell’Università dell’Insubria e, in particolare, del Centro Internazionale Insubrico: centro archivistico d’assoluta eccellenza che, ricordiamolo, conserva tra gli altri l’Archivio Storico del Territorio dei Laghi Varesini». Il comitato tecnico, dopo la fase di ricerca, presenterà il progetto nel prossimo mese di gennaio: un’iniziativa che si rivolgerà a tutti i comuni, rivieraschi e non, alle scuole, alle comunità locali, a tutti coloro che vorranno avvicinarsi al tema. “A proposito delle scuole del nostro territorio, tra gli obiettivi dell’immediato futuro, collegati al progetto “Lacus Loci”, c’è la programmazione di iniziative di educazione al patrimonio culturale (locale)” aggiunge Valentina Casacalenda, Consigliere delegato alla Scuola, Cultura e Tempo libero del Comune di Gavirate. “E non solo perché ci sarà Expo 2015 ma anche, e soprattutto, per il “dopo Esposizione”: la riscoperta e la valorizzazione delle nostre risorse culturali, alla base del progetto, sarà una delle nostre priorità sul piano culturale”.

IL COMITATO TECNICO Il Comitato tecnico progettuale è presieduto da Silvana Alberio e Piero Lotti; l’ideazione, il coordinamento e la ricerca sono affidate a Tiziana Zanetti e Amerigo Giorgetti. Il progetto vede la collaborazione di diversi esperti ma soprattutto dei protagonisti della vita del lago e della sua cultura: gli ultimi pescatori ancora attivi della Cooperativa Pescatori del lago di Varese. La Cooperativa non è evidentemente solo partner di progetto ma il soggetto produttore e (ri)generatore di tale cultura.

LE RAGIONI “Ci sentiamo in dovere di intervenire per non perdere irrimediabilmente un elemento essenziale per la costruzione dell’identità del territorio” sottolinea Silvana Alberio, a nome dell’intero gruppo di lavoro. La comprensione e la contestualizzazione delle “testimonianze aventi valore di civiltà” sono affidate in primo luogo al sapere della comunità che le ha prodotte e che ancora, sia pure in misura ridotta e con modalità differenti, le utilizza in quel processo di rigenerazione della cultura immateriale che significa “vitalità” e “trasmissione”. Questo il punto fondamentale evidenziato anche dalla normativa regionale in materia, nel quadro delle disposizioni della Convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.

IL CONTENUTO (in sintesi) Il progetto si concentrerà sulla ricostruzione della giornata del pescatore e prenderà in considerazione diversi elementi caratterizzanti la cultura immateriale del lago, in particolare la cultura alimentare tradizionale e il sapere tecnico artigianale, oggi solo limitatamente praticate e per lo più presenti nella memoria storica della comunità di riferimento.

PRECISAZIONI STORICHE C'è una ragione profonda che lega il Lago di Varese con il Chiostro di Voltorre (oggi in Gavirate): qui i Padri Lateranensi della Passione detennero per secoli i diritti di pesca sulla riva prospiciente. Essi perciò figurano nella documentazione dell’Archivio di Stato di Milano fra coloro che cercarono inutilmente di conservare gli antichi diritti di pesca dall’apprensione del Regio Fisco avvenuta nel 1651. E i pescatori del secolo scorso chiamavano ancora “stradetta del frate” quella che dalla riva conduce al Chiostro di Voltorre. Questi pescatori mantennero via lago la comunicazione abituale dei paesi rivieraschi con Gavirate e il suo mercato, sulla punta nord di quello che ora si chiama Lago di Varese. Il lago infatti che oggi è “di Varese” fu chiamato per tutta l’età moderna “di Gavirate”. E ciò non tanto perché questo borgo abbia avuto una particolare frequentazione con il lago, quanto perché a Gavirate era il palazzo del feudatario, signore della pieve in cui si trovava parte del lago. Come detto, si tratta con tutta evidenza di prime attività che segnano l’avvio di un programma di iniziative di tutela e di valorizzazione da collocare in un orizzonte temporale di lunga durata. Vale a dire: questo è solo l’inizio.

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