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"Quando avevamo i partigiani nascosti nelle soffitte e i tedeschi al Camponovo": i ricordi di Giuseppe Zamberletti alla festa di Natale degli Amici del Sacro Monte

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di SERGIO REDAELLI     foto di ANTONIO ZAFFARONI   I ricordi di guerra “quando al Sacro Monte c’erano i partigiani nascosti nelle soffitte e i tedeschi erano acquartierati all’hotel Camponovo che apparteneva alla mia famiglia”; e i ricordi del dopo-guerra “quando chi era venuto qui sfollato decise di restare anche per le vacanze”; e poi “gli anni del boom turistico con le rappresentazioni sacre una volta al mese, i negozi, i bar, gli alberghi e i ristoranti sempre affollati e molti giovani in giro”. Giuseppe Zamberletti, sacromontino doc e fratello del patrono dei chierichetti, il Domenichino, morto giovanissimo, ha ricordato la “sua” Santa Maria del Monte partecipando alla riunione dell’associazione degli Amici del Sacro Monte per lo scambio degli auguri di Natale che si è tenuta sabato 13 dicembre nella sede di piazza Pogliaghi.

Zamberletti, ciarliero e comunicativo come sempre, non ha mancato di avanzare qualche suggerimento su come salvare il Sacro Monte dai rischi di un nemico insidioso - il lento e progressivo degrado - a cominciare dalle "troppe abitazioni abbandonate, ampie, costose da mantenere e da ristrutturare" che i proprietari tengono chiuse e rischiano di subire dei crolli: "Servirebbe la regia di qualche immobiliarista illuminato - ha detto - per far diventare il borgo non dico la piccola Portofino che sognavo quand'ero ragazzo, ma per rilanciare, anche commercialmente, il valore delle abitazioni". Il politico di lungo corso ha poi detto la sua sul progetto del parcheggio alla Prima Cappella. Un lapidario giudizio critico: "Non lo capisco, è lontano sia dall'imbocco della Via Sacra che dalla stazione di partenza della funicolare".

E’ stata una riunione speciale non solo per la straordinaria presenza del fondatore della Protezione Civile italiana, per tanti anni esponente di spicco della Democrazia Cristiana con importanti incarichi ministeriali, ma anche perché sono state distribuite alcune onorificenze. La presidente Ambrogina Zanzi ha consegnato un attestato di particolare benemerenza all’architetto Ovidio Cazzola, tenace, documentatissimo e anche un pizzico romantico paladino della “bellezza di Varese”, autore di studi, ricerche e campagne di difesa dei palazzi e degli angoli storici della città minacciati da un “progresso” a volte cieco e sordo.

La presidente, affiancata dal vice Gianni Trotta e dai consiglieri Bianchi, Marzoli, Molinari e Zaffaroni, ha inoltre annunciato l’iscrizione per benemerenze all’albo degli Amici del Sacro Monte (che conta 450 soci) dell’avvocato Ferruccio Zuccaro e dello stesso Giuseppe Zamberletti, del professore Livio Ghiringhelli, dei giornalisti Marco Dal Fior e Sergio Redaelli, della fotografa Annamaria Fumagalli (vedova di Vivi Papi), dell’imprenditrice Anna Chiaravalli, della poetessa e ultima insegnante della scuola di S. Maria del Monte Clara Belli Rotelli, del web-designer e consigliere dell'associazione Marco Giancola, del comandante Adalberto Assisi del gruppo dei Rangers e del gruppo senior del Cai di Varese. Nelle foto di Antonio Zaffaroni alcuni momenti dell'incontro al Sacro Monte con la presidente Ambrogina Zanzi, il vicepresidente Gianni Trotta e i due ospiti d'onore Giuseppe Zamberletti e Ovidio Cazzola.

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