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DARE SLANCIO E VIGORE ALLA SCUOLA

Di felice magnani

Sono tempi difficili, in cui risulta sempre più complicato dare il giusto peso e la giusta misura alle cose che contano davvero, quelle sulle quali s’innesta il presente e il futuro della nostra società. La scuola è da ormai molto tempo che soffre per una crisi che ha radici profonde nel nostro tessuto sociale, una crisi che colpisce la famiglia, la politica, il sistema delle relazioni sociali, la vita in generale. Di solito i problemi non arrivano all’improvviso, si accumulano col passare del tempo, a causa dell’incuria di chi è preposto alla sua tutela e alla sua cura. In questi anni infatti abbiamo assistito a una vistosa perdita di autorità e anche di autorevolezza, un problema di carattere generale che ha avuto serie ripercussioni sulla vita delle persone, in particolare di quelle che guardano con fiducia alle linee guida di un sistema che si propone per l’accorta disposizione di quella storia sulla quale ha fondato la sua sicurezza. La scuola è in crisi per diversi motivi: la solitudine del corpo docente, la sua impossibilità di poter vivere degnamente la propria condizione familiare e sociale, la sua perenne sottovalutazione, a causa della quale nessuno più si occupa di lei, dei suoi bisogni, delle sue necessità, del suo bisogno di sentirsi stimata, amata e protetta. La scuola vive uno stato di subalternità rispetto alla società civile, a uno sviluppo tecnologico esasperante, non riesce più a imporsi, a far capire che il punto di partenza di una democrazia sana è proprio lei, con la sua capacità di formare, educare, trasformare l’impotenza in capacità di sviluppare nuova energia, con la quale costruire dalle fondamenta la base di un  nuovo mondo, in grado di generare intelligenza, curiosità, sviluppo, umanità, sensibilità, capacità di fare e di dare. L’insegnante è pagato poco, è considerato poco, non trova quel rispetto che è condizione essenziale per un’ autonomia reale, capace di consegnargli quella dignità e quella identità che merita. E’ spesso intimidito dall’opinione pubblica, dai media, dalle famiglie, dai ragazzini, non riesce più a trovare punti d’appoggio veri, capaci di restituirgli la sua funzione. C’è dunque una condizione morale, ma anche una di natura giuridica, costituzionale, c’è la necessità di restituire all’insegnante quell’immagine che giova alla sua promozione sociale, al suo essere centro di una grande trasformazione educativa e culturale di un sistema che in questi anni ha sofferto di disistima e di trascuratezze di ogni genere. Rimettere al centro la scuola e la cultura giovanile, restituire alla società civile le sue coordinate formative è fondamentale, se si vuole ricostruire un modello di società vivibile, credibile e affidabile. 

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