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EDUCARE

di felice magnani

Molti pensano che l’educazione sia una limitazione, una forma di subalternità, in realtà è mettere in pratica quello che ci hanno insegnato i nostri genitori, i nostri nonni, la scuola e tutte quelle persone che ci vogliono bene e che amano il loro paese. Chi si comporta in modo educato vive con maturità la propria libertà, senza pregiudizi e senza frustrazioni, con cuore e mente leggeri, compiendo il proprio dovere, in armonia con quella Comunità nella quale esercitiamo i nostri diritti e i nostri doveri. S’impara l’educazione giorno per giorno, qualche volta con fatica, perché è  conquista quotidiana, frutto di un’ elaborazione che induce a riflettere, a pensare, a fare un profondo esame di coscienza per superare quella parte di noi che vorrebbe dare libero sfogo ai cattivi comportamenti. Non è facile essere educati, ma bisogna cercare di esserlo sempre un pochino di più, anche quando verrebbe voglia di essere il contrario, perché l’educazione è l’unica via che permette di crescere e di far crescere il paese in cui viviamo. Per intraprendere questo cammino di libertà, occorre appoggiarsi a tutte le agenzie educative presenti sul territorio. Bisogna che  si instauri una larga convergenza solidale sui valori da insegnare e da applicare. Il primo passo è quello di riconoscere che abbiamo bisogno di migliorarci, perché non s’impara mai abbastanza, per questo è necessario che l’educazione si fondi sull’esempio e sull’autorità. Autorità non è imposizione o coercizione, semplicemente l’importanza che regole e i valori assumono nello sviluppo educativo della Comunità, nella capacità di saperla rappresentare correttamente. Una Comunità, pur conservando per diritto riconosciuto le sue peculiarità, le sue diversità e la sua cultura, deve cercare di armonizzarsi e questo avviene solidarizzando con i propri diritti e i propri doveri.  Avere dei diritti e dei doveri significa avere coscienza che una parte della nostra esistenza si svolge in uno stretto rapporto con le persone con le quali quotidianamente ci mettiamo in relazione.  L’educazione al rispetto individuale porta a un sostanziale miglioramento del comportamento collettivo. Spesso assistiamo a forme di intolleranza e di aggressività, di palese violazione del rispetto, di comportamenti che rivelano i profili di una natura violenta, che non è stata educata abbastanza da chi ne aveva autorità. La società adulta ha il compito di impegnarsi molto di più sul piano dell’esempio e dell’ autorevolezza. In molti casi il mondo giovanile non ha modo di manifestare la propria vitalità, il proprio senso creativo, la propria dimensione critica, è abbandonato al proprio destino. Vive con ansia momenti frustranti di emarginazione sociale, caratterizzati da una diffusa apatia, dalla mancanza di motivazioni e soprattutto si rende conto che il mondo degli adulti è troppo impegnato nei suoi conflitti quotidiani, nella sua spasmodica ricerca di primati, dimenticandosi di ciò che veramente conta nella costruzione di una società a misura d’uomo. 

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